CALL FOR PAPERS - 2026
CALL FOR PAPERS / eSamizdat 2026 (XIX)
Tempistiche (valide per tutte le sezioni)
Scadenza invio contributi: 20 luglio 2026
Pubblicazione del fascicolo: dicembre 2026
Si invitano gli autori a inviare una manifestazione di interesse (titolo provvisorio) entro il 20 maggio 2026. Il contributo definitivo dovrà essere inviato all’indirizzo esamizdat@esamizdat.it insieme ai metadati in inglese, comprendenti l’abstract (100-150 parole), una lista di parole chiave (massimo 5) e una breve biografia dell’autore (100-150 parole).
eSamizdat accetta contributi in italiano, inglese e tutte le lingue slave.
Per maggiori informazioni e per le norme editoriali: www.esamizdat.it
I. Sezione monografica
COSTRUIRE LA MALATTIA E LA FOLLIA: ISTITUZIONI, NARRAZIONI E RAPPRESENTAZIONI VISIVE IN RUSSIA (XVIII-XXI SECOLO)
a cura di Iana Agafonova e Claudia Criveller
Dalle antiche rappresentazioni dello jurodivyj (folle in Cristo) e dello znachar’ (guaritore) alle più recenti descrizioni letterarie di visioni estatiche, alterazioni della coscienza e decadimento fisico, le questioni relative alla salute della mente e del corpo sono state affrontate in Russia in maniera ricorrente. In epoca imperiale, così come in quella sovietica e post-sovietica, tali questioni sono riemerse nel dibattito sul trauma, la dipendenza, l’epidemiologia e l’eugenetica, rivelando preziose informazioni sul sé, l’ordine sociale e l’autorità politica. L’approccio russo alla cura medica è infatti radicato in contesti istituzionali, giuridici e ideologici mutevoli che offrono spesso narrazioni contrastanti su devianza, patologia e ‘normalità’. La costante riscrittura, durante la travagliata storia della Russia, del confine tra lo stato ‘normale’ del corpo e della mente e gli approcci terapeutici volti a superare l’‘anormalità’ della malattia, può offrire spunti rilevanti per gli studi culturali, letterari e scientifici, sia in relazione alle dinamiche interne, sia nell’ambito delle interconnessioni della Russia con l’Europa (Fratto 2021; Kibal’nik 2021; Kibal’nik 2022; Grjakalova 2022; Kravčuk 2023; Piccolo 2024).
Il numero monografico “Costruire la malattia e la follia: istituzioni, narrazioni e rappresentazioni visive in Russia (XVIII-XXI secolo)” accoglie contributi che esplorino il modo in cui le malattie fisiche e i disturbi mentali sono stati codificati, narrati, rappresentati e integrati nell’ordine istituzionale dagli apparati statali russi, nonché rivelati in diverse pratiche sociali (dall’evoluzione delle abitudini igieniche alla regolamentazione degli spazi pubblici e privati a scopo medico). Da un lato, intendiamo rimandare a studi fondamentali che hanno esaminato le basi politiche e le tecnologie di controllo della follia (Foucault 1961; Robcis 2024), sostenendone l’applicabilità all’analisi della ‘malattia’ in generale. Questo approccio permette di esaminare le dinamiche di potere che hanno influenzato e adattato la retorica medica moderna in Russia (Beer 2004; Veližev 2022), aprendo in prospettiva anche alla possibilità di confronti con le pratiche europee coeve (Baldwin 1999; Twigg 2002; Rechel et al. 2009; Popovich et al. 2011). Dall’altro lato, ci proponiamo di richiamare studi altrettanto influenti che hanno portato l’attenzione sulla pervasività del discorso medico istituzionale nel plasmare la vita quotidiana (come la ‘pastorizzazione’ della Francia teorizzata da Latour 1984, o la risposta dello Stato alle epidemie e relative ripercussioni sulla quotidianità russa, così come analizzate da Henze 2011). Siamo inoltre interessati al modo in cui queste dinamiche di potere e pratiche sociali hanno permeato la stampa, la letteratura (narrativa, poesia e saggistica), le arti visive, il discorso medico e giuridico (Brintlinger, Vinitsky 2007; Etkind 2016; Nikolozi 2019; Suvorova 2022), nonché alle storie di vita e ai casi clinici analizzati attraverso gli studi sulla memoria, la microstoria e gli studi (auto)biografici (Frieden 1981; Zalambani 2024).
Sono particolarmente benvenuti contributi sui seguenti argomenti:
- (Ri)concettualizzazioni istituzionali, slittamenti semantici e linee di continuità delle narrazioni sulla ‘malattia’ nella Russia imperiale, sovietica e post-sovietica;
- Strategie utilizzate dallo Stato per la gestione delle malattie fisiche e mentali, inclusi i comportamenti ‘devianti’, viste attraverso una lente culturale-antropologica che consenta di metterne in evidenza le ripercussioni sulla società russa nel suo complesso;
- Topografia della malattia, della follia e dell’assistenza medica nella Russia imperiale, sovietica e post-sovietica (sanatori, cliniche, ospedali, istituti psichiatrici);
- L’individuo (medici, pazienti) e lo Stato coinvolti in specifiche pratiche mediche;
- Malattia, cura e dinamiche di potere nella letteratura e nelle arti.
Bibliografia
Baldwin, P., Contagion and the State in Europe, 1830-1930, Cambridge 1999
Beer, D., The Medicalization of Religious Deviance in the Russian Orthodox Church (1880-1905), “Kritika”, 2004 (5), 3, pp. 451-482
Brintlinger, A., Vinitsky, I. (eds.), Madness and the Mad in Russian Culture, Toronto 2007
Etkind, A., Krivoe gore: pamjat’ a nepogrebennych, Moskva 2016
Foucault, M., Histoire de la folie à l'âge classique, Paris 1961
Fratto, E., Medical Storyworlds: Health, Illness, and Bodies in Russian and European Literature at the Turn of the Twentieth Century, New York 2021
Frieden, N. M., Russian Physicians in an Era of Reform and Revolution, 1856-1905, Princeton 1981
Grjakalova, N., “Psichopaty”: Istorija ponjatija i ego literaturnye transformacii na rubeže XIX-XX vekov, “Russkaja literatura”, 2022, 3, pp. 41-49
Henze, Ch. E., Disease, Health Care and Government in Late Imperial Russia: Life and Death on the Volga, 1823-1914, Abingdon 2011
Kamenskij, A., Tainye bezumcy Rossijskoj imperii XVIII veka, Moskva 2024
Kibal’nik, S., Doktor Dorn protiv pisatelja Mopassana, “Filogičeskie nauki”, 2022, 1, pp. 62-72
Kibal’nik, S., Dva doktora: Osip Dymov i Šarl’ Bovari (Intertekstual’naja struktura rasskaza Čechova “Poprygun’ja”, “Problemy istoričeskoj poetiki”, 2021 (19), 3, pp. 187-205
Kravčuk I., Znacharstvo protiv chirurgii: Jurij Oleša na vtoroj vsesojuznoj konferencii avtorskich obščestv, “Russkaja literatura”, 2023, 4, pp. 19-32
Latour, B., Les microbes : guerre et paix ; suivi de Irréductions, Paris 1984
Nikolozi, R., Vyroždenie: Literatura i psichiatrija v Rossijskoj kul’ture konca XIX-načala XX veka, Moskva 2009
Piccolo, L., Reparto X. I luoghi della follia nella letteratura russa e sovietica, Roma 2024
Popovich, L. et al., Russian Federation: Health System Review, “Health Systems in Transition”, 2011 (13), 7, pp. 1-190
Rechel, B. et al., Health in Europe and the Former Soviet Union, “The Lancet”, 2009 (374), 3, pp. 1186-1195
Robcis, C., Désaliénation. Politique de la psychiatrie. Tosquelles, Fanon, Guattari, Foucault, Paris 2024
Suvorova, A., Iskusstvo autsajderov i avangard (Očerki vizual’nosti), Moskva 2022
Twigg, J. L., Health Care Reform in Russia: A Survey of Head Doctors and Insurance Administrators, “Social Sciences Medicine”, 2002 (55), 12, pp. 2253-2265
Veližev, M., Čaadaevskoe delo: Ideologija, ritorika i gosudarstvennaja vlast’ v Nikolaevskoj Rossii, Moskva 2022
Zalambani, M., Kadis L. Tatiana Rosenthal: Pioniera della psicoanalisi russa, Bologna 2024
Zalambani, M., Letteratura e psicoanalisi in Russia all’alba del XX secolo, Firenze 2022
II. Miscellanea
La sezione è aperta alle proposte libere degli autori.
III. Traduzioni
A CENT’ANNI DALLA NASCITA DEL CIRCOLO LINGUISTICO DI PRAGA: TRAIETTORIE E PROSPETTIVE NELLO STUDIO DELLA FASE CLASSICA (1926-1939)
a cura di Martina Mecco
Il Circolo Linguistico di Praga, in particolare nella sua fase classica (1926-1939), non gode ancora di una vera e propria ricezione sistematica. Nel contesto statunitense si segnalano le due antologie curate da Paul L. Garvin (1964) e da Peter Steiner (1982). In ambito francese spicca la recente pubblicazione degli studi scelti di Jan Mukařovský (2018), la cui fortuna critica si riflette anche in Italia grazie al lavoro pionieristico di Sergio Corduas (1973). Un discorso a sé merita Roman Jakobson, la cui ricezione italiana è particolarmente ricca di traduzioni – si pensi alla raccolta curata da Riccardo Picchio (1985) – mentre un caso analogo, seppure di minore portata, è rappresentato da Nikolaj Trubeckoj. Fatte salve queste eccezioni e altri sporadici contributi, manca nel panorama italiano una raccolta di saggi che restituisca la fisionomia del Circolo. Il fine di questa sezione traduttiva è dunque offrire uno sguardo complessivo sulla prima fase dello strutturalismo ceco, articolando un discorso che abbracci questioni linguistiche, letterarie, traduttologiche, folkloriche e sociologiche. Alla complessità disciplinare della selezione corrisponde una stratificazione linguistica, testimoniata dalla scelta di includere anche testi redatti in tedesco e in ucraino. Si intende inoltre dare spazio anche a figure talvolta considerate, erroneamente, marginali o liminali dalla storiografia dedicata allo strutturalismo ceco.
Si invitano gli aspiranti traduttori a contattare la redazione all’indirizzo esamizdat@esamizdat.it.