Norme redazionali

  1. Modalità di invio del contributo

Le proposte di contributo, nella versione che l’autore ritiene definitiva, vanno inviate tramite e-mail in formato .doc o .docx (per mac o windows) all’indirizzo: esamizdat@esamizdat.it. La lunghezza del contributo non deve superare le 60.000 battute (note e spazi inclusi). Per le sezioni monografica e miscellanea non saranno presi in considerazione articoli di lunghezza inferiore alle 20.000 battute (note e spazi inclusi). Il corpo del testo dovrà essere redatto in colore nero, font Times New Roman, corpo 12, interlinea 1,5, allineamento giustificato, layout normale. Le note dovranno essere redatte in colore nero, font Times New Roman, corpo 10, interlinea singola, allineamento giustificato. I contributi vanno accompagnati da un breve abstract (100-150 parole), da una lista di parole chiave (massimo 10), dal titolo dell’articolo e da una breve biografia dell'autore (100-150 parole), tutto in lingua inglese.

  1. Corpo del testo e note a piè di pagina

Traslitterazione: La traslitterazione adottata per le lingue con alfabeto cirillico è quella scientifica.

Citazioni: Le citazioni brevi (fino a 3 righe) vanno poste fra virgolette alte “…”; le citazioni più lunghe (oltre le tre righe) devono essere staccate dal corpo del testo, inserite senza virgolette e redatte in corpo minore (10 pt). Non è ammesso l’uso delle virgolette semplici ‘…’ (eccetto all’interno delle citazioni per indicare una seconda citazione). In linea di massima è richiesto l’uso dell’originale per tutte le citazioni in lingue slave, con la traduzione in nota dove, se possibile, sarà indicata la traduzione esistente. Da evitare è la traduzione dei passaggi in inglese. I tagli all’interno delle citazioni vanno indicati con tre punti tra parentesi quadre [...], parentesi che vanno usate anche quando nel testo sono state introdotte delle parole.

Stile dei caratteri: Non è ammesso l’uso dello stile grassetto o sottolineato. Il corsivo va limitato ai soli titoli delle opere e alle parole straniere o dialettali di uso poco frequente. In particolare, esso non va usato per indicare correnti artistiche e gruppi d’artisti (quindi Sojuz Chudožnikov, Skupina 42).

Uso delle virgolette: È consentito solo l’uso delle virgolette alte “…”. Si farà ricorso alle virgolette singole ‘…’ solo se è necessario inserire le virgolette all’interno di una citazione breve.

Uso delle maiuscole e della “d” eufonica: L’uso delle maiuscole si uniforma allo standard della grammatica italiana (dopo il punto fermo, interrogativo, esclamativo e per tutti i nomi propri). Vanno quindi usate quando:
- identificano univocamente un personaggio → Lorenzo il Magnifico, ma non per i titoli → il conte Rispoli, il cardinale Ginetti;
- nei nomi compositi per tutti i sostantivi → il Monte Bianco, gli Stati Uniti d’America, l’Unione Sovietica;
- per i secoli, i decenni e gli anni → il Quattrocento, gli anni Venti, il Sessantotto;
- per gli avvenimenti storici (limitatamente alla prima parola) → la Rivoluzione francese, la Prima guerra mondiale.
Non vanno usate per le correnti letterarie (la scapigliatura, il simbolismo), e per le religioni (il cristianesimo).
Le sigle devono essere scritte in maiuscolo senza punti → ONU.
Le forme “ed”, “od”, “ad” vanno impiegate soltanto se la parola che segue inizia rispettivamente con “e”, “o”, “a” → “ed espresse”, ma “e andò”, “ad aprire”, ma “a esibire”. Fa eccezione “ad esempio”.
È da evitare nel modo più assoluto l’uso degli accenti con indicazioni semantiche (àncora, ancòra), a cui va preferita sempre la forma base (ancora).

Titoli di opere straniere e parole straniere: Quando si fa riferimento al titolo di un’opera in lingua diversa da quella in cui è scritto l’articolo, è necessario inserirne subito dopo la traduzione, tra parentesi quadre e senza corsivo, aggiungendo, dove necessario, anche l’anno di edizione dentro le parentesi:
      → “nel volume Čas lásky a boje [Tempo d’amore e di lotta, 1954]”;
      → “nel criticatissimo Avtoportret [Autoritratto, 1968]”.
Anche quando si reputa necessario utilizzare parole straniere va sempre seguita la regola: espressione originale in corsivo, traduzione italiana tra parentesi quadre:
      → “usando l’espressione dell’autore, una vera tjurma slov [prigione delle parole]”;
      → “Onegin è vittima della chandra [malinconia]”.

Note: Le note, inserite a piè di pagina, hanno numerazione continua e terminano con un punto fermo. Il numero della nota nel corpo del testo va posto fuori dalle parentesi o dalle virgolette ma prima del punto fermo, della virgola, del punto e virgola o dei due punti.

  1. Riferimenti bibliografici

La bibliografia deve essere riportata esclusivamente in nota; non è prevista la bibliografia finale.

Nome dell’autore: Iniziali puntate del nome o dei nomi (senza spaziatura) dell’autore, seguite dal cognome; nel caso di più autori (o di più curatori), essi vanno separati dal trattino lungo “ – ” con spaziatura.

Titoli e sottotitoli: I titoli e sottotitoli delle opere citate andranno sempre riportati in corsivo (sia nel corpo del testo, sia nelle note, sia che si tratti di titoli di volumi, sia che si tratti di titoli di articoli).

Luogo di edizione e data di pubblicazione: Al titolo andrà fatto seguire il luogo di edizione seguito dall’anno, non separati da virgole e senza l’indicazione della casa editrice. Qualora fosse necessario indicare più luoghi di edizione, essi andranno separati dal trattino breve “ - ” senza spaziatura.

Volumi: Al nome dell’autore va fatto seguire il titolo dell’opera in corsivo, la virgola, il luogo di edizione e la data di pubblicazione, il numero di pagina ove non ci sia un semplice rimando al testo in questione, ma una citazione precisa.
      → E. Di Nolfo, Storia delle relazioni internazionali 1918-1992, Roma-Bari 1994.
      → A. Etkind, Internal Colonization: Russia’s Imperial Experience, Oxford 2011, p. 75.
      → Ju.M. Lotman – B.A. Uspenskij, Tipologia della cultura, Milano 1995.

Articoli in rivista o miscellanea: Come nel caso dei volumi, anche i titoli degli articoli andranno posti in corsivo, mentre il nome della rivista tra virgolette alte “…”, seguito dall’anno e, tra parentesi tonde, dall’annata della rivista, da una virgola e dal numero della rivista, da un’altra virgola e dal numero delle pagine. Anche gli articoli di giornale vanno citati nello stesso modo, inserendo inoltre la data precisa di pubblicazione (giorno, mese, anno).
Parzialmente analogo è il caso di un contributo contenuto in un volume miscellaneo, dove al titolo della fonte indicata va fatta seguire la virgola, poi “in”, il titolo del volume in cui è contenuta, e il nome del curatore/dei curatori preceduto dalla dicitura “a cura di”, luogo di edizione e data, numero di pagina.
      → B. Meriggi, Scritto sotto la forca, “Europa nuova”, 1949 (I), 1, pp. 11-12.
     → J. Tuwim, Z cyklu: Recenzje. Słowo o kubie Rozpruwaczu (Jakub Szelka), “Cyrulik Warszawski”, 1926, 26, pp. 122-123.
       → A. Belyj, Araby, “Utro Rossii”, 05.04.1911, 77, p. 2.
     → E. Dobrenko, Terror by Beauty: Russo-Soviet Perspectives, in Beauty, a cura di L. Arrington – Z. Leinhardt – P. Dawid, Cambridge 2013, pp. 143-168.

Materiali d’archivio: Eventuali citazioni da materiali d’archivio inediti vanno in corsivo tra parentesi tonde (“sono paradossali le esigenze dei giovani studenti di oggi”), riportando in nota il riferimento alla città, all’archivio e al fondo da cui provengono.
      → A.M. Ripellino a B. Meriggi, 1947 X 22, Paris, Bibliothèque Nationale, Lat. 10320, ff. 21-22.

Siti internet: I siti internet vanno indicati tra parentesi uncinate. Il collegamento ipertestuale deve essere rimosso, e tra parentesi va inserita la data dell’ultimo accesso secondo il modello → (ultimo accesso 22.11.2019).
 → T.A. Kasatkina, Začem Dostoevskij izdaval Dnevnik pisatelja?, “Novyj mir”, 2019, 6, <http://www.nm1925.ru/Archive/Journal6_2019_6/Content/Publication6_7211/Default.aspx> (ultimo accesso 22.11.2019).

Rimandi a opere già citate nel contributo: Quando si cita da un’opera già citata in precedenza, essa va indicata secondo il modello → autore, parole iniziali del titolo in corsivo (fino al primo sostantivo), op. cit., numero di pagina.
      → A. Etkind, Internal Colonization, op. cit., p. 81.
      → W. Giusti, Il poeta, op. cit., p. 673.

È previsto l’uso di Idem, Ivi e Ibidem (sempre in tondo) nei seguenti casi:
     → Idem: quando in più note consecutive si rimanda alle opere di uno stesso autore (o nella stessa nota si rimanda a un saggio contenuto in un volume dello stesso autore);
      → Ivi: quando in più note consecutive si rimanda alla stessa opera dello stesso autore, ma a pagine diverse;
      → Ibidem: quando in più note consecutive si rimanda allo stesso libro dello stesso autore e alla stessa pagina.