
Scritto
nel 1925 per un pubblico di ragazzi,
Kjuchlja fu l’esordio narrativo di Tynjanov.
Nel
tempo il romanzo ha ottenuto un successo eccezionale anche tra un pubblico di
lettori “esigenti” ed è stato tradotto nelle principali lingue europee,
restando tuttavia sconosciuto in Italia.
Al centro la curiosa figura di Vil’gel’m
Kjuchel’beker (detto Kjuchlja),
poeta decabrista annoverato tra i “minori dell’epoca
di Puškin”, la cui vicenda biografica rappresenta
l’affascinante punto d’incontro tra mille personaggi e suggestioni della storia
russa del primo Ottocento.
Definito
romanzo storico-letterario Kjuchlja si impone, però, come unicum all’interno della tradizione
letteraria russa, un tentativo di trasporre in forma narrativa un’indagine
sulla storia della letteratura, persino un’occasione per alludere alle avanguardie
artistiche del primo Novecento.