
La Freccia gialla è un treno di cui non si vede né la testa né la coda, che corre senzamai fermarsi, verso la sua destinazione finale: un ponte distrutto. I passeggeri conducono i loro mille piccoli traffici quotidiani, ignari del destino che li attende e quando uno di loro muore, il corpo viene gettato dal finestrino secondo i rituali consolidati di un vero e proprio cerimoniale. L'unico che riesce a scuotersi dall'ipnosi del suono ininterrotto delle ruote è il protagonista, Andrej, che decide di mettersi alla ricerca di un modo per scendere. Ma molte domande lo ossessionano e lo frenano: cos'è dvvero il treno? Chi sono i suoi passeggeri? E cosa c'è (ammesso che qualcosa ci sia) al di fuori del treno?
Con lo stile inconfondibile che gli è proprio Pelevin ha creato una storia sospesa tra fiaba e incubo e in cui si intrecciano echi di Kafka, Calvino, Gogol'.
Il treno giallo è evidentemente una metafora della vita nella società russa post-sovietica, ma è anche molto di più: un romanzo mistico e metafisico sul destino dell'uomo, sulla disperata ricerca di un senso della vita e della morte.
Accompagnano il romanzo due brevi racconti (Un ospite alla festa di Bon e Nota sulla ricerca del vento) nei quali viene ulteriormente elaborato quel Grande Vuoto che è al centro dell'opera letteraria di Viktor Pelevin.
Viktor Pelevin è nato a Mosca nel 1962. Dopo aver studiato ingegneria aeronautica ha sviluppato un fortissimo interesse
per le filosofie orientali e per la meditazione zen. Oggi è
senza ombra di dubbio lo scrittore più noto
e apprezzato in Russia, e il suo
seguito - soprattutto fra i lettori più giovani - è
enorme. La sua voce imperturbabile e sardonica gli ha creato non pochi problemi con il potere politico, al punto che è stato di recente
oggetto di alune pesanti intimidazioni da parte di gruppi giovanili legati a Putin che l'hanno costretto ad abbandonmare il Paese.
Erede a pieno titolo della tradizione letteraria russa (da Gogol' a Tolstoj,
da Dostoevskij a Pasternak), è stato capace di elaborare uno stile inimitabile in cui le riflessioni sul mistero dell'esistenza, le miserabili banalità della
vita quotidiana e le rappresentazioni visionarie alla Philip Dick si fondono e riescono a dar conto perfettamente del Vuoto che è al centro di ogni cosa.
In Italia, da Mondadori, ha pubblicato per Strade Blu i romanzi
Omon Ra (1999),
Babylon (2000) e
Il mignolo di Buddha (2001) e per la Piccola Biblioteca Oscar le raccolte di racconti
Un problema di lupi mannari nella Russia centrale (2000) e
La lanterna blu (2002).