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solo di questa traduzione [Dall'incipit
dell'introduzione]
"Un manifesto su un crocevia", eSamizdat
2004 (II) 3, pp. 195-200
Il
rischio che si avverte pressante in questa sede di commento
al cosiddetto suo "primo manifesto'' è che risulta difficile
non solo fare affermazioni nuove sulla questione poetismo,
che non siano digerite e canonizzate dalla critica letteraria,
ma che è anche problematico (urgenza forse maggiore) sfuggire
ad allegri luoghi comuni su un movimento che rappresenterebbe,
secondo le stesse parole del manifesto che qui presentiamo
"l'arte di vivere nel senso migliore del termine, un
epicureismo modernizzato'', ``un carnevale eccentrico, un'arlecchinata
di sentimenti e idee, uno spettacolo cinematografico ubriaco,
un caleidoscopio prodigioso''.
Che questo poetismo sia solo
una ``buffonata''?
[...]
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