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solo di questa traduzione
[Dall'incipit dell'introduzione]
"Il riflesso dell'ironia nel post-utopismo
russo d'inizio millennio", eSamizdat
2004 (II) 1, pp. 119-121
"Ho
una serie di pareri, che si distinguono sia dalle posizioni
estremiste, sia da quelle comunemente liberali, sebbene io
mi ritenga una persona di valori liberali. Credo che il patriottismo
abbia diritto di esistere e non approvo il nichilismo nazionale,
né la russofobia, perché non sono posizioni costruttive; se
in Russia andava tutto male in passato, va male nel presente
e non c'è alcuna prospettiva per il futuro, qual è allora
lo scopo di qualsiasi attività? Come si possono educare i
figli, ad esempio? Dir loro di andarsene? Qui, la questione
non è nell'amore per la patria, si può amare solo qualcosa
di concreto, riguarda invece un certo dovere morale. L'interesse
comune, il bene comune. Da questo punto di vista comprendo
allora anche il senso della mia attività poetica".
Simili parole non possono che riassumere
emblematicamente il pensiero e la figura del poeta Sergej
Stratanovskij, un omino dai modi rispettosi e affabili, dotato
di un'acuta sensibilità letteraria e culturologica, cui affianca
un profondo senso critico verso la società e l'evoluzione
storica. Questo minuto poeta-bibliografo, che conduce una
vita schiva e in condizioni materiali assolutamente modeste,
si aggira tra le anse polverose della "Publička"
(la Biblioteca Nazionale) di Pietroburgo, con il suo passo
affrettato e miope e con una arcana smorfia di dolente sarcasmo
impressa sul sorriso. Sergej G. Stratanovskij nasce a Leningrado
nel 1944, figlio del filologo classicista Georgij Stratanovskij;
frequenta negli anni Sessanta i corsi di letteratura al Leningradskij
Gosudarstvennyj Universitet, in particolare sono determinanti
per la sua formazione i seminari su Blok di D. Maksimov e
le lezioni sul folclore di V. Propp. In questo periodo approfondisce
la conoscenza con alcuni giovani scrittori suoi coetanei,
tra cui V. Krivulin. S. Stratanovskij considera il 1968, anno
dell'occupazione sovietica in Cecoslovacchia, il momento di
svolta per la sua creatività letteraria in cui prende forma
una diversa percezione della realtà sociale e storico-politica.
Nel 1970, organizza nel suo appartamento un seminario clandestino
sulla filosofia classica e successivamente su quella religiosa.
Partecipa nel 1975 al tentativo di pubblicazione dell'antologia
Lepta, rifiutata dall'editoria ufficiale. I suoi
versi si diffondono esclusivamente in samizdat e
tamizdat. Nel corso degli anni Ottanta insieme a
K. Butyrin è impegnato nella redazione della rivista dattiloscritta
Obvodnyj kanal, che ha un taglio filosofico-letterario. Solo
alla fine del 1985 alcuni testi del poeta, dopo esser passati
sotto il vaglio della censura, sono pubblicati nell'antologia
Krug [Il cerhio]. La prima raccolta di poesie, Stichi
[Versi], appartenenti al periodo 1968-1990 esce in Russia
a San Pietroburgo nel 1993 edito da Associacija Novaja literatura.
Per tale pubblicazione, nel 1995 gli verrà conferito un premio
(Carskosel'skaja premija). La seconda raccolta di poesie scritte
negli anni Novanta, T'ma dnevnaja [Buio diurno],
esce nel 2000, edita da Novoe Literaturnoe Obozrenie. Una
particolare attenzione verso i motivi civili e sociali è confermata
da Stratanovskij nei testi prodotti negli ultimi anni, tra
cui quelli inclusi nel terzo libro, Rjadom s Čečnej
[Accanto alla Cecenia], pubblicato nel 2002 a San Pietroburgo.
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