Stanisław
Ignacy Witkiewicz (1885-1939) è una delle più straordinarie
e, ancora in larga parte, sconosciute figure della cultura
polacca del Novecento; con Witold Gombrowicz e Bruno Schulz,
il massimo rappresentante dell'avanguardia polacca tra le
due guerre. "Witkacy", com'era comunemente soprannominato
lo scrittore, è stato considerato via via anticipatore di
Beckett, Ionesco e tutto il teatro dell'assurdo, di Artaud
e del Living Theatre, di Grotowski, Kantor e Mrożek. La sua
concezione del dramma quale unica composizione di effetti
puri, privo di alcun contenuto, è stata ripresa e sviluppata
lungo l'intero secolo scorso. Stesso destino ha avuto la sua
teoria artistica del "formismo", che, seguendo l'esempio
della pittura di Picasso, si riproponeva di "deformare
liberamente la vita o il mondo della fantasia". Witkiewicz
rivendica in sostanza una totale libertà di creazione, fuori
da ogni regola, per poter raggiungere "l'unità-pluralità
della Forma Pura". Nello specifico della traduzione qui
proposta, inoltre, egli sembra precursore anche di molta letteratura
cresciuta nel secondo dopoguerra intorno agli allucinogeni.
Limitandoci soltanto agli Stati Uniti, si spazia da un testo
quale
Junkie di Burroughs del 1953 a varie composizioni
della
Beat generation.