Alexandăr
Stambolijski, figura di primo piano nella storia della Bulgaria
dei primi decenni del Novecento, nasce a Slavovica, una cittadina
nella campagna bulgara centrale a circa trenta chilometri
da Pazaržik, il primo marzo del 1879. Figlio di un maestro
di villaggio, compì i primi studi nel ginnasio di Ihtiman
e successivamente nella scuola agraria di Sadovo. Suo padre,
deciso a voler offrire al giovane Alexandăr una buona istruzione,
lo mandò a studiare, qualche anno dopo, all'Istituto Vinicolo
di Pleven. Qui Stambolijski ebbe come insegnante Janko Zabunov,
una delle figure di spicco del populismo bulgaro e personalità
importante del circolo populista noto come Il Gruppo di Pleven.
Zabunov gli offrì la possibilità di scrivere sul giornale
Zamedelska Zaštita, da lui diretto. Terminata la scuola nel
1898, Stambolijski divenne anch'egli insegnante, esercitando
la professione nella cittadina di Vetren, vicino Slavovica.
Durante gli anni di insegnamento, entrò in contatto sempre
più stretto con il mondo contadino, riuscendone a carpire
tutte le sfumature sociali. Nel 1899, lesse sul giornale di
Zabunov, l'appello di Canko Cerkovski, altra figura importante
del populismo bulgaro, rivolto a tutti i circoli populisti
del paese, affinché si riunissero in una sola Unione Agraria.
Dal 1901 al 1902, Stambolijski, grazie all'aiuto finanziario
di Milena Daskalova (prima sua compagna politica, poi dal
1900 sua moglie), si recò in Germania per perfezionare gli
studi. Durante il suo soggiorno tedesco, studiò all'Istituto
Agrario di Halle, e seguì anche corsi di filosofia all'Università
di Monaco, tenuti dal professor Stammler, esponente della
corrente filosofica neo-kantiana. Gli anni in Germania saranno
fondamentali per il giovane bulgaro: qui entrerà in contatto
con le teorie filosofiche materialiste di Haeckel, il più
importante divulgatore del darwinismo nel suo paese. Grazie
allo studio della filosofia haeckeliana, Stambolijski conobbe
a posteriori sia Darwin sia il social-darwinismo e gli scritti
di Spencer. Tornato in Bulgaria, nel 1902, continuò la sua
attività di giornalista nel giornale Zemedelsko Zname, il
quale dopo la fondazione nel 1899 dell'Unione Agraria Bulgara,
aveva sostituito Zemedelska Zaštita. Negli anni che vanno
fino all'entrata della Bulgaria nella Prima Guerra Mondiale
(14 ottobre 1915), Stambolijski divenne una figura sempre
più importante all'interno dell'Unione Agraria, tanto che
nel 1908 fu eletto come rappresentante del popolo nell'Assemblea
Nazionale. Dal 1902 al 1909 la sua intensa attività politica
fu accompagnata da una altrettanto intensa attività pubblicistica:
proprio nel 1909 terminò di scrivere il testo
Političeski
partii ili săslovni organizacii [Partiti politici o organizzazioni
corporative] che diventerà il contributo principale stambolijskiano
alla teoria politica agraria. In questo testo Stambolijski
espose sia la sua filosofia politica evoluzionista sia la
sua fede nel sistema di governo repubblicano. Il suo repubblicanesimo
lo porterà, in occasione delle guerre balcaniche del 1912
e del 1913 e dell'entrata in guerra della Bulgaria nel 1915,
a scontrarsi più volte con il re Ferdinando al punto da essere
condannato all'ergastolo nel dicembre del 1915. Anche se Stambolijski
rimarrà in carcere per tutta la durata della Prima Guerra
Mondiale, il periodo di reclusione gli offrirà la possibilità
di meditare a fondo sul suo agrarismo: risalgono infatti al
1917 e al 1918 tutta una serie di scritti filosofico-politici
che ebbero la funzione di integrare e approfondire alcune
tematiche che aveva già trattato nel testo del 1909. Il 25
settembre 1918 Stambolijski fu convocato dal re Ferdinando,
preoccupato dalle sempre più frequenti ribellioni dei soldati
al fronte. Dopo il tentativo fallito di instaurare un primo
nucleo repubblicano (Repubblica di Radomir) e quindi di sfruttare
la rivolta militare per rovesciare il re, Stambolijski fu
costretto a vivere in clandestinità fino a che fu concessa
l'amnistia il 31 dicembre 1918.