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[Dall'incipit del dialogo]
Marco Sabbatini
La rivista italiana di slavistica eSamizdat dedica in
questo numero uno spazio speciale alla culturologia.
L'idea risponde a una esigenza di apertura verso questa
disciplina anche nello studio delle culture slave. Nel
caso italiano, gli studi culturologici non si sono ancora
affermarti "accademicamente" e questa più
che una vaga sensazione sembra un dato di fatto. Può
dire la stessa cosa della kul’turologija [culturologia]
in Russia e dei cultural studies negli Stati
uniti?
Michail Epštejn
Vede, il problema è che i termini cultural Studies
e kul’turologija si traducono comunemente l'uno
con l'altro, ma in realtà sono due ambiti di studio
piuttosto diversi. Su questo tema ho scritto in maniera
approfondita nel mio libro dal titolo Transculturals
Experiments, uscito in lingua inglese nel 1999.
In una sezione del libro ho cercato proprio di sottolineare
la differenza tra gli studi culturologici in Russia
e la tradizione anglo-americana dei cultural studies.
Marco Sabbatini
E per quanto riguarda il resto dell'Europa? Come
vede la situazione?
Michail Epštejn
In Europa, in genere, siamo sul livello degli Stati
uniti, e mi riferisco alla concezione iniziale della disciplina.
Tanto più che i cultural studies sono nati a suo
tempo in Inghilterra. Si trattava di una disciplina definibile “di sinistra”,
che cercava di porre la cultura in un
determinato contesto politico e tentava di evidenziarne
i punti di potere. O meglio studiava il potenziale di certe
azioni culturali, ovvero quanto queste fossero incisive
all'interno delle varie classi sociali. Proprio tale versione
dei cultural studies si è sviluppata negli Stati uniti.
Marco Sabbatini
La kul'turologia in Russia ha evidentemente una
storia diversa alle spalle...
Michail Epštejn
La kul’turologija russa ha un altro scopo, essendo
sorta in Unione sovietica, quando regnava una interpretazione
politica della cultura. Al contrario che in
occidente, la ku’turologija tendeva a considerare la politica
solo come uno degli elementi fondanti della cultura.
Il suo scopo era in realtà di osservare la cultura nel
suo insieme, vedendo coesistere la componente politica,
religiosa, estetica, filosofica e storica. In tal senso, la
ku’turologija ha come scopo la smitizzazione di qualsiasi
percezione autoritaria della conoscenza che può sorgere
nelle varie sfere della cultura, va quindi anche contro
l'autoritarismo politico e morale, va cioè contro il
moralismo, l'estetismo, o l'ideologismo, poich´e questi
appartengono alla cultura in quanto componenti di un
insieme e non in quanto elementi dominanti.
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