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[Dall'incipit dell'articolo]
Quanto
ha in comune lo scrittore russo Ivan
Sergeevič Turgenev (classe 1818) con il pioniere-eroe
sovietico 001 Pavlik Morozov (classe 1918[?]) e
con il regista cinematografico Sergej Ejzenštejn (classe
1898)? Basta un titolo (Bežin lug [Il prato di Bez]), o
un'aura di mitologia agreste ad accomunarli? E che cosa
si cela dietro lo scontato accostamento su base tematica?
Che cosa collega la raffigurazione di contadini e atmosfere
rurali nelle pagine di Turgenev o sulle tele di pittori
ottocenteschi, al delicato problema dell'identit_a nazionale
russa e della misconosciuta ličnost’ contadina? Che
cosa mette tutte queste problematiche in relazione alle
operazioni propagandistiche dedicate alla collettivizzazione
delle terre negli anni del primo piano quinquennale
staliniano, dai manifesti alle pellicole cinematografiche, o ancora ai quadri di irriducibili dell'avanguardia
come Malevič e Filonov? Ha senso, e se ne ha, qual è
il senso di concepire l'analisi di un momento storico,
di un motivo, di un concetto culturale attraverso il suo
riscontro in una serie di ambiti socio-artistico-culturali,
di un'intersezione fra le discipline che li studiano nel
tentativo di farle dialogare tra loro per giungere a una
visione del problema più sfaccettata e più completa?
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