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[Dall'incipit dell'articolo]
Evito di chiamarli Cultural Studies. Tutti ormai
sappiamo che sono nati a Birmingham in Inghilterra,
hanno passato l'oceano e si sono sviluppati negli
Stati uniti dove, dopo anni di trionfi, stanno conoscendo
un momento (fase?) di declino, inflazionati come
sono dai troppi contributi, dalla scarsa qualità di molti
di questi, dalla contraddizione che il loro successo
ha marcato. Erano nati come provocatori, anti accademici,
anti egemonici. La storia e il funzionamento
nell'ambito universitario e politico li hanno portati a
coprire quelle stesse posizioni che inizialmente avevano
condannato e attaccato. È una buona ragione per
accantonarli e passare oltre? Certamente no, anche visto
che noi non siamo l'America. Non ancora, per lo
meno. E un percorso di emancipazione potrebbe essere
prezioso e foriero di non trascurabili risultati.
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