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[Dall'incipit della traduzione]
Le
sensibilità visive russe (semmai esiste una cosa
del genere) sono formate da due influenze contrastanti.
Da un canto, da una naturale attrazione verso le
superfici decorative e dalla ricchezza di colori e forme.
Gli storici ci dicono che, nel X secolo, il principe Vladimir
decise di convertirsi al cristianesimo principalmente
a causa dell'esperienza visiva avuta dai suoi emissari
a Costantinopoli: “i greci ci portarono nell'edificio in
cui venerano il loro Dio”, scrissero al principe, “e non
sapevamo se ci trovassimo in cielo o in terra. Perché in
terra non esiste un tale splendore, o una tale bellezza, e
la sminuiremmo nel descriverla”.
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