Wojciech Kuczok, Ël Diav, a cura di Alessandro Ajres, eSamizdat 2007 (V) 1-2, pp. 413-417

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[Dall'incipit]
Wojciech Kuczok, nato nel 1972, prosatore, critico cinematografico, sceneggiatore, è una delle voci più significative della letteratura polacca contemporanea. Il volume di racconti con cui esordisce nel 1999, Opowieści słychane [Racconti auditi], viene immediatamente candidato al prestigioso premio letterario Nike bandito dal quotidiano Gazeta Wyborcza. In precedenza, nel 1996, l’autore aveva già pubblicato una raccolta poetica: Opowieści samowite [Racconti usuali]. L’inizio del nuovo millennio lo impone all’attenzione in patria e al di là dei confini polacchi. Nel 2002 viene edita la sua raccolta di racconti Szkieleciarki [Scheletrini], mentre, un anno dopo, il suo romanzo Gnój [Carogna] viene finalmente onorato, tra gli altri, con il premio Nike, con il Passaporto del settimanale Polityka, con il titolo di Libro della primavera 2003 nell’ambito del Festival di Poznań dedicato alle novità editoriali. Il volume viene poi subito tradotto in dieci lingue europee: croato, francese, lituano, olandese, russo, serbo, slovacco, tedesco, ucraino, ungherese. I diritti della collezione di racconti Widmokrąg [Orizzonte fantasma], uscita nel 2004, vengono subito acquistati in Francia, Germania, Olanda e tradotti di lì a poco. Al 2005 risale Opowieści przebrane [Racconti scelti], una raccolta di brevi prose di Kuczok risalenti agli anni Novanta. Proprio da questo volume è tratto Dioboł [Ël diav], il racconto che presentiamo. Lo sperimentalismo letterario che lo caratterizza è tipico degli esordi di Kuczok; il tema trattato, l’infanzia disperata in una famiglia polacca miserabile, è quello che l’autore svilupperà ampiamente in Gnój e nella sceneggiatura del film Pręgi [Strisce]. La pellicola, diretta da Magdalena Piekorz, è stata premiata nel 2005 con i leoni d’oro del festival dei film polacchi a soggetto di Gdynia. Nel novembre del 2006 è uscita la prima raccolta di saggi dedicati dall’autore all’arte cinematografica, To piekielne kino [Il cinema infernale] e per il maggio del 2007 è prevista invece l’uscita del nuovo romanzo di Kuczok, Pleśń [Muffa], testo che si presenta come terza parte della trilogia iniziata con Gnój e proseguita con la sceneggiatura di Pręgi. Fino ad ora, molte case editrici italiane si sono interessate alle opere di Kuczok, senza però mai concretizzare tale curiosità in un’edizione. Per i temi che egli affronta e per il modo in cui lo fa, senz’altro si tratta di un autore che meriterebbe uno spazio anche sul mercato italiano. I diritti delle opere di Wojciech Kuczok sono curati in Polonia dalla casa editrice W.A.B., che ringraziamo per aver gentilmente accordato la pubblicazione di questa traduzione.
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