[Dall'incipit]
/Una stanza piccola, poco profonda, semplice/.
1. MELODRAMMA REALISTICO
ELIZAVETA BAM Sta a vedere che ora si aprirà la porta ed entreranno... Entreranno certamente, per prendermi e cancellarmi dalla faccia della terra. Che cosa ho fatto? Che cosa ho fatto? Se solo lo sapessi... Scappare? Ma dove? Questa porta dà sulle scale, e sulle scale li incontrerò. La finestra?
(guarda dalla finestra) Uuh! – troppo alto... Non posso saltar giù. Che cosa devo fare?... Dei passi! Sono loro. Chiuderò a chiave la porta e non la aprirò. Bussino quanto gli pare.
Si sente bussare alla porta, poi UNA VOCE Elizaveta Bam, aprite! Elizaveta Bam, aprite!
VOCE DA LONTANO Che fa, non la apre, la porta?
VOCE DIETRO LA PORTA L’aprirà. Elizaveta Bam, aprite!
/Elizaveta Bam si getta sul letto e si tappa le orecchie/.
VOCI DA DIETRO LA PORTA
I Elizaveta Bam, vi ordino di aprire immediatamente.
II
/a bassa voce/ Ditele che altrimenti sfonderemo la porta. Fatemi provare.
I
/ad alta voce/ Sfonderemo la porta se non aprirete immediatamente.
II
/a bassa voce/ Che non sia qui?
I
/a bassa voce/ C’è. Dove altro dovrebbe essere? È corsa su per le scale. E qui c’è solo una porta.
(Ad alta voce) Elizaveta Bam
/Elizaveta Bam solleva la testa/, ve lo dico per l'ultima volta, aprite la porta
(pausa) . Sfondala.
/Tentano di abbattere la porta. Elizaveta Bam corre al centro della scena e resta in ascolto/.
II Non avete un coltello?
I No, provate con una spallata.
II Non cede. Restate qui, provo ancora in un altro modo.
/La porta scricchiola ma non si rompe/.
ELIZAVETA BAM Non vi aprirò finché non mi direte che cosa volete farmi.
I Sapete bene che cosa vi aspetta.
ELIZAVETA BAM No, non lo so. Mi volete uccidere?
[...]
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