Giulietta Greppi, “Audace. Una dichiarazione in stile Oberiu”, eSamizdat 2007 (V) 1-2, pp. 35-37

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[Dall'incipit]
L’OBIETTIVO DELL’ANTOLOGIA OBERIU
In Italia la scoperta di Oberiu è avvenuta con tempi e modi diversi che sembrano ripercorrere il destino degli oberiuti, rimasti sconosciuti per decenni anche nel proprio paese. Questa raccolta si propone di supplire, seppur in parte, a un’anomalia che fino a oggi ha permesso solo raramente al lettore di lingua italiana di affrontare i testi degli oberiuti. Sappiamo che le opere di alcuni poeti, come Nikolaj Zabolockij, e in tempi più recenti Daniil Charms (si noti – non la sua poesia, ma la sua prosa), sono state raccolte in edizioni personali (ma quanti anni sono ormai passati dalle Colonne di piombo…). L’opera degli oberiuti, presente in alcune antologie, non è stata però ancora oggetto, in Italia, di una pubblicazione completa. E non capiamo perché: Oberiu non è solo e soltanto un affare da specialisti, si rivolge a tutti.
Comprendiamo molto bene il valore del lavoro di chi ci ha preceduto, senza il quale l’antologia non avrebbe oggi questa forma. Alcuni di loro hanno collaborato a questo numero: Serena Vitale, che ha dedicato a Oberiu una sezione del suo libro L’avanguardia russa (Milano 1979), Rosanna Giaquinta, che ha introdotto Charms in Italia curando Casi (Milano 1993), Paolo Nori, che ha rivisitato la prosa di Charms nel suo Disastri (Milano 2003). Queste pubblicazioni rappresentano per noi lo stimolo che ci permette di proseguire nel cammino di riscoperta degli oberiuti.
Non comprendiamo perché la poesia di Charms non possa ricevere, dopo la sua prosa, adeguata attenzione; non capiamo perchè autori come Aleksandr Vvedenskij, Nikolaj Olejnikov o Konstantin Vaginov non abbiano fino a ora ricevuto in Italia la necessaria attenzione. Noi pensiamo che il lettore saprà apprezzare questa antologia, nata dall’interesse di chi ritiene che nella cultura russa degli anni Venti e Trenta ci sia ancora molto da scoprire.
Non siamo così presuntuosi da guardare al nostro lavoro come a un lavoro già compiuto. Siamo coscienti che la strada per far conoscere e apprezzare Oberiu in Italia sia ancora lunga, ma siamo comunque in cammino. [...]
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