Antologia del racconto bulgaro, a cura di G. Dell'Agata, Associazione Bulgaria-Italia, Padova 2006 (Roberto Adinolfi), eSamizdat 2007 (V) 1-2, pp. 495-496

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Come nel caso dell’antologia della poesia, è anche in questo caso di grande valore il contributo, come traduttore, di Leonardo Pampuri (1914), italiano dai natali bulgari, persona generosamente desiderosa di utilizzare la propria competenza affinché sia favorita la conoscenza della cultura bulgara su suolo italiano; ma a differenza della precedente antologia, stavolta l’iniziativa vede la partecipazione anche di altri traduttori, alcuni dei quali non più in vita, che annoverano sia giovani slavisti che personalità del mondo accademico: le traduzioni sono infatti di Giuseppe Dell’Agata, Luigi Salvini, Danilo Manera, Enrico Damiani, Roberto Adinolfi, Lavinia Borriero, Andrea Ferrario, Nicoletta Marcialis, Roberto Weiss di Lodrone, Elisa Arrighi, Bruno Meriggi, Riccardo Picchio, Teresa Torelli Wątor, Elisa Vannoni, Alessandro Dell’Agata. Al Pampuri si devono diciannove traduzioni, su cinquantacinque racconti presentati.
Curatore e consulente scientifico del progetto è stato ancora una volta, come nel caso dell’antologia della poesia, Giuseppe Dell’Agata, professore all’università di Pisa. Allo stesso si devono anche alcuni importanti contributi che arricchiscono l’opera e ne accrescono il valore: mi riferisco in particolare a un lungo capitolo introduttivo, dal titolo “Cenni storici sulla conoscenza e sulla diffusione in Italia della letteratura bulgara” (pp. 9-30) e a tre appendici bibliografiche, di cui la prima, provvisoria, riguarda le traduzioni italiane della letteratura bulgara, la seconda riguarda la conoscenza in Italia dell’opera di Jordan Radičkov, e la terza è una bibliografia scelta sulle relazioni letterarie italo-bulgare. L’opera è anche corredata dalla spiegazione di alcuni grafemi in uso nella trascrizione dall’alfabeto cirillico a quello latino, da un dizionarietto, in cui viene spiegato il significato di termini, alcuni dei quali di origine turca (tra questi, alcuni ormai obsoleti o caduti in disuso) e altri riferibili a un contesto popolare, che nel corso della narrazione non vengono tradotti, e, infine, da brevi notizie sugli autori trattati.
L’ordine cronologico in cui si susseguono i racconti è dato dalla data di nascita degli autori, come già nell’antologia della poesia. A differenza di quest’ultima, la presente antologia non scava però nel lontano passato della cultura bulgara; il primo autore a essere presentato è infatti Ivan Vazov, e, escludendo il primo racconto (Ritorna? ) e gli ultimi sette, molto più recenti, gli altri fanno parte dei classici della letteratura del Novecento (comprendendo un lasso di tempo che va dal 1901 al 1967).
Un’altra differenza tra le due antologie è che viene qui riservato uno spazio maggiore ad autori contemporanei tuttora in vita, ben cinque su venticinque, tra i più noti e apprezzati in patria, e tradotti in varie lingue straniere, come Kristin Dimitrova, Alek Popov e Georgi Gospodinov (quest’ultimo è il più giovane tra gli scrittori presentati, essendo nato a Jambol nel 1968). I racconti di autori viventi che figurano nell’antologia sono tutti frutti del XXI secolo, pubblicati a partire dal 2001; nel caso dell’autrice Ljubov Kroneva, il racconto prescelto figura nell’almanacco letterario Biblioteka altera del 2006, lo stesso anno di pubblicazione dell’antologia: l’opera di tali autori introduce pertanto in una dimensione assolutamente attuale della letteratura bulgara, offrendo al lettore importanti notizie circa le odierne tendenze letterarie e culturali del nuovo stato membro dell’Unione europea.
Gli autori tradotti sono quindi Ivan Vazov (1850-1921), Georgi Stamatov (1869-1942), Canko Cerkovski (1869-1926), Anton Strašimirov (1872-1937), Elin Pelin (1877-1949), Petko Todorov (1879-1917), Jordan Jovkov (1880-1937), Georgi Rajčev (1882-1947), Ljudmil Stojanov (1888-1973), Nikolaj Rajnov (1889-1954), Čavdar Mutafov (1889-1954), Čudomir (1890-1967), Konstantin Konstantinov (1890-1970), Hristo Smirnenski (1898-1923), Vladimir Poljanov (1899-1988), Svetoslav Minkov (1902-1966), Angel Karalijčev (1902-1972), Emilijan Stanev (1907-1979), Nikolaj Hajtov (1919-2002), Jordan Radičkov (1929-2004), Bojan Bjolčev (1942), Ljubov Kroneva (1953), Kristin Dimitrova (1963), Alek Popov (1966), Georgi Gospodinov (1968).
L’opera non è prima nel suo genere: la precedono altre raccolte e antologie di racconti bulgari in italiano, circa le quali rimando all’apposita appendice bibliografica; vorrei qui ricordare solo quelle che, a quanto dichiarato nell’Introduzione (p. 5), hanno costituito dei modelli e dei punti di riferimento per il presente volume: quella di Luigi Salvini (Narratori bulgari, Roma 1939), quella di E. Damiani (Novellieri Slavi, Roma 1946), e quella di Lavinia Borriero (Racconti bulgari, Roma 1982). Ometto di citare in questo elenco un’altra antologia di Salvini menzionata nell’introduzione, in quanto tuttora inedita. Svariati racconti contenuti nel presente testo erano già apparsi in precedenza altrove: su altre antologie, sulla rivista eSamizdat, nonché in edizioni di case editrici quali la Voland, alla cui attività si deve la maggior parte delle traduzioni italiane dal bulgaro a partire dalla metà degli anni ’90; infatti, sempre a quanto dichiarato nella stessa introduzione (p. 6), l’opera “vuole essere al contempo un’antologia dei traduttori italiani e offrire un’idea di come si è tradotto dal bulgaro in italiano negli ultimi settanta-ottanta anni”, e ciò spiega anche le notevoli differenze di registro stilistico.
È auspicabile, da parte dei bulgaristi italiani, che anche la presente antologia possa in futuro costituire un modello e una fonte per nuovi lavori scientifici che contribuiranno a ridurre ulteriormente le distanze tra i due paesi.
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