L’andegraund moscovita racconta l’andegraund pietroburghese: viaggio nella memoria dei Mit´ki attraverso gli scatti di Aleksandr Krasnov , a cura di Laura Piccolo, eSamizdat 2007 (V) 1-2, pp. 517-518

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[Dall'incipit]
Nella primavera del 2003 ero a Pietroburgo con lo scopo di incontrare e fotografare alcuni rappresentanti dell’andegraund pietroburghese per la mia omonima serie di lavori. Capitò così che mi invitarono sul “set” di un documentario sui Mit´ki per il canale Kul´tura. Le riprese si svolgevano in forma di viaggio su un tram degli anni Quaranta-Cinquanta durante il quale i Mit´ki ricordavano e mostravano i luoghi della loro memoria, raccontando episodi ad essi legati. Le riprese sono durate quasi tutto il giorno, e dopo la loro conclusione i Mit´ki si sono recati all’esibizione del Tovariščestvo masterov iskusstv Osumasšedševšie bezumcy [Compagnia dei maestri dell’arte I folli impazziti] nel club Prival kommedianta.
(Aleksandr Krasnov)


La storia dei Mit´ki inizia nel 1984 quando Vladimir Šinkarev traccia una caricatura dell’amico Dmitrij Sagin, trasformandolo in mitek e spacciandolo per modello di un nuovo movimento giovanile di massa. Lo scritto di Šinkarev, illustrato da Aleksandr Florenskij inizia a circolare e il gruppo dei Mit´ki prende vita dalla carta prima che si sia realmente formato nella realtà! Pittori, prosatori, poeti, fotografi, cantanti, nell’arco di più di vent’anni i Mit´ki si sono cimentati con pennelli, penne, obiettivi in progetti collettivi e individuali. Essi vivono dell’aria di Leningrado prima e di San Pietroburgo poi: il loro destino s’intreccia quindi con quello della città. Dall’andegraund che li vedeva fuochisti per le caldaie della città, nel nuovo contesto essi sono riemersi trovando nuova linfa per la loro arte e per il loro percorso umano. Oggi i Mit´ki continuano a muoversi con le loro mostre itineranti e le serate di musica e versi per le città russe e non. Essi inoltre grazie all’amicizia con il poeta Michail Sapego, ideatore e curatore della casa editrice Krasnyj Matros, promuovono e pubblicano nuovi poeti, ospitano mostre di giovani artisti nella loro galleria e, soprattutto, sono i testimonial una campagna contro l’alcolismo rivolta sia agli amici artisti, sia ai giovani, ai mariti, alle donne che, dopo il crollo dell’Urss, sono rimasti imprigionati nell’illusorio oblio offerto dalla vodka.
Aleksandr Krasnov è un giovane fotografo moscovita che fa parte della formazione Osumbez (acronimo di Osumasšedševšie bezumcy), fondata nel 2002 da Miroslav Maratovič Nemirov. Collabora con varie riviste (Atmosfera, Marie Claire), ma può essere definito anche il fotografo degli scrittori: la sua serie più conosciuta si chiama infatti Portrety [Ritratti] e rappresenta una galleria di volti, sguardi, rughe, sorrisi dei principali protagonisti del cosiddetto andegraund moscovita degli anni Novanta – personaggi del sottosuolo, scrittori di frontiera, artisti della soglia – accompagnati dai versi degli osumbezy o da alcune didascalie a ricordo dell’incontro. I lavori di Krasnov sono semplici e diretti: l’obiettivo non abbandona mai lo sguardo del soggetto, lo segue, lo fissa fino ad entrarvi dentro, fino a frugare nell’anima. Nei ritratti la città sovente è esclusa dagli scatti eppure è lì che vive e palpita, in un pugno di cielo, in una nuvola, nell’angolo di un palazzo, in una fermata della metropolitana. Krasnov a suo modo è un cronista della vita culturale russa contemporanea. Le foto ai Mit´ki hanno anche valore affettivo, poiché quest’ultimi hanno scoperto gli osumbezy: il loro legame concerne sia il lato artistico, nella volontà di riunire diversi percorsi creativi (pittura, scrittura, fotografia, musica), sia quello umano, nella forza dei rapporti e dell’amicizia che, da più di vent’anni, accompagna i progetti dei Mit´ki. Il viaggio della memoria dei Mit´ki a Pietroburgo si chiude con la serata poetica degli amici moscoviti, in una sorta di passaggio di consegne tra generazioni, in un lungo racconto della memoria tra Pietroburgo e Mosca. [...]
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