“‘Gli scrittori sono lenti come lumache’. Dialogo con Jáchym Topol”, a cura di Laura Angeloni, eSamizdat 2007 (V) 1-2, pp. 217-221

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[Dall'incipit]
Laura Angeloni Ultimamente sei venuto in Italia due volte in occasione dell’uscita di Noční práce [Lavoro Notturno], il tuo romanzo ambientato nel 1968. Un giorno mi hai raccontato che prima d’ora eri venuto in Italia una sola volta, avevi sei anni ed era l’agosto del 1968, proprio quando i carri armati russi entrarono a Praga. Eri molto piccolo, te ne ricordi?

Jáchym Topol Sì, è incredibile! È una di quelle cose fantastiche, di quelle coincidenze, che mi ritrovo a vivere grazie ai libri! Con mio fratello e i miei genitori siamo stati in Italia nell’agosto del 1968, proprio quando i carri armati sovietici entrarono a Praga. Era la prima volta che insieme alla mia famiglia andavamo al mare, era una cosa così affascinante! Imparammo subito a dire “due gelati”, e per me e mio fratello era tutto così nuovo... allora in Cecoslovacchia c’erano solo il gusto giallo alla vaniglia, quello marrone alla cioccolata e quello rosso alla fragola. E in Italia c’erano così tanti gusti! Il fatto, per esempio, che esistesse un gelato verde [...]
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