“‘Il poeta è uno strumento della memoria’. Dialogo con Tomas Venclova su lingua, esilio, memoria”, a cura di Raoul Melotto, eSamizdat 2007 (V) 1-2, pp. 339-344

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[Dall'incipit]
Tomas Venclova nasce l’11 settembre 1937 a Klaipeda, porto lituano sul mar Baltico. Si laurea all’università di Vilnius nel 1960, e poi continua a studiare a Tartu con Jurij Lotman. Lavora nella facoltà di storia dell’università di Tartu fino al 1977, quando si trasferisce negli Stati uniti, ottenendo, tra mille difficoltà, a causa dell’attività svolta per il rispetto dei diritti dell’uomo nel gruppo lituano di Helsinki, il visto per l’emigrazione. Oggi, Tomas Venclova, poeta, traduttore e critico letterario, insegna letteratura russa, polacca e lituana alla Yale University; inoltre collabora attivamente a varie iniziative culturali ed editoriali. Nel 2001 viene nominato Paribio žmogus / Człowiek pogranicza, ovvero “uomo di confine”, da parte del centro culturale polacco Pogranicze [Confine] che premia personalità “la cui posizione biografica e attività mostrano tolleranza e un punto di vista comprensivo delle differenze altrui, tendendo ponti fra le differenti religioni e popoli dell’umanità”. Tre anni fa è stato tra i protagonisti di Euromediterranea 2004, festival dedicato ad Alexander Langer e arrivato ormai alla sua ottava edizione. [...]
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