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Alena Wildová-Tosi
"Alla scoperta di Ripellino"
Il
lavoro lungo, noioso e spesso frustrante di un bibliografo
porta a volte a scoperte gratificanti, magari del tutto casuali.
Verificando alcuni dati bibliografici sulle traduzioni di
Luigi Salvini di alcuni poeti cechi mi sono imbattuta, sulle
pagine della rivista Maestrale, in due brevi poesie firmate
Angelo Ripellino (allora non era ancora Angelo Maria): Canto
sotto la pioggia e Uomini che dormono. Da sottolineare
che l'anno di pubblicazione era il 1941 e portava quindi a
un Ripellino appena diciottenne. La curiosità mi ha spinto
a scorrere tutte le annate (1940-1943) di questa Rivista mensile
di poesia e di cultura, che riproduceva fotografie di arte
italiana contemporanea e pubblicava articoli e recensioni
di Vito Pandolfi, Gianni Testori, Giacinto Spagnoletti, Ruggero
Jacobbi, Bonaventura Tecchi, Carlo Bernari e altri. Nella
successiva annata 1942 Ripellino vi pubblicherà (in buona
compagnia accanto a Umberto Saba, Ezra Pound, Salvatore Quasimodo
e Pablo Neruda) altre due poesie, intitolate Paradiso
delle cicale ed Epigrafe su Ettore di Troia.
Ma ancora prima, nel febbraio del 1942, sempre su Maestrale,
era uscito un suo lungo articolo sull'antologia di poeti ucraini
dovuta a Luigi Salvini dal misterioso titolo "Le quattro
sciabole" di Luigi Salvini, che è quindi probabilmente
il suo primo saggio specialistico di slavistica. Gli interessi
letterari del giovane Ripellino cristallizzarono lentamente:
del dicembre 1942 è ad esempio una lunga recensione sulle
ultime raccolte di Cardarelli, Stefanile, Valentini, Bargagli
e Beltrami, intitolata Cardarelli e altri poeti.
Particolarmente significativo per il futuro russista (ma come
si potrà constatare leggendo i testi, in realtà lo era già
all'epoca) è poi un ampio saggio dedicato a Aleksandr Blok,
che rivela una cultura sbalorditiva per uno studioso così
giovane: viene citata la letteratura critica e brani di poesie
e i riferimenti vanno da Keats, Mallarmé, Shakespeare e Blake
fino a Fet, Balmont, Rilke, Brjusov e Dehmel. Si tratta, almeno
per il momento, del primo saggio noto di Ripellino sulla poesia
russa. Anche il secondo saggio dedicato alla poesia russa,
intitolato Innokentij Annenskij e uscito sempre su
Maestrale contiene la traduzione di due poesie, Malinconia
fuggente e Decorazione, oltre che di alcuni
altri brani. Con la scoperta di questi nuovi testi su Maestrale
la bibliografia di Angelo Maria Ripellino viene retrodatata
fino al 1941 per la poesia e al 1942 per i saggi, aprendo
nuove prospettive per chi vuole inoltrarsi nel laboratorio
creativo di Ripellino. [ottobre 2003]
PS Mai pensare di aver
trovato qualcosa di veramente nuovo: la mia gioia nello “scoprire”,
sulla rivista Maestrale, alcuni testi giovanili di Angelo
Maria Ripellino ha avuto breve durata. Nella prefazione a
una recente raccolta di scritti ripelliniani sull'arte, il
curatore A. Nicastri menziona infatti un articolo di Francesco
De Nicola, apparso vent'anni fa sulla rivista catanese Lunarionuovo.
In quell’articolo De Nicola si occupa di Adriano Grande, fondatore
di Maestrale, dell’ambiente culturale romano dell’epoca e
della rivista stessa e nelle citate poesie individua “alcuni
indizi del futuro Ripellino”. Menziona poi brevemente la recensione
all'antologia di narratori ucraini, per poi offrire un'analisi
più approfondita, da italianista, dell'articolo cumulativo
Cardarelli e altri poeti. L'attenzione principale
di De Nicola è rivolta ai due saggi di letteratura russa,
dedicati, com’è stato detto, a Blok e ad Annenskij, a proposito
dei quali dichiara fin dall’inizio che “saranno gli studiosi
di letteratura russa a valutare gli effettivi apporti critici
di questi due giovanili interventi di Ripellino”, ma non rinuncia
per questo a sottolinearne alcuni aspetti importanti. Parlando
del saggio Aleksàndr Blok, De Nicola sottolinea la
simbiosi tra poeta e critico già riscontrabile nel giovane
autore, confronta alcune soluzioni traslatorie del 1942 con
le traduzioni successive e rileva in particolare il fatto
che Ripellino vi “anticipa alcune affermazioni critiche che
ritorneranno nell'ampia introduzione che nel 1960 premetterà
alla sua antologia di poesie di Blok”. A proposito del secondo
saggio d'argomento russo, Innokentij Annenskij, De
Nicola passa in rassegna i nomi e i temi toccati, rimarca
“la solida cultura poetica moderna e contemporanea di Ripellino”
e “la sua buona conoscenza dei tragici greci” e, menzionando
il richiamo al pittore Böcklin, sottolinea che “questa apertura
alle arti figurative nel saggio giovanile di Ripellino su
Annenskij anticipa una delle più originali caratteristiche
della sua più matura attività critica”. A De Nicola e alla
sua tenacia dobbiamo anche il recupero di un ritratto inedito
del giovane Angelo, scovato in una lettera che la moglie di
Adriano Grande, la giornalista e scrittrice Lola Bocchi, aveva
scritto a Giovanni Descalzo, uno dei primi collaboratori di
Maestrale e amico di Grande. Nella lettera, datata 6 maggio
1942, a proposito dei collaboratori della rivista che frequentavano
la sua casa-redazione, la Bocchi descriveva Angelo Ripellino
come “un ragazzo (siciliano) di 19 anni che conosce il russo,
il polacco, l'olandese, il rumeno; e studia lettere: molto
enfant prodige, insomma, ma simpatico”. [gennaio
2004] .
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