Scarica il Pdf solo di questo testo [107 Kb]
[Dall'incipit del testo]
Era
una bella giornata di sole quella domenica 21 novembre a Kiev.
Una di quelle giornate che capitano raramente in questo periodo
dell'anno: sembrava che perfino il tempo volesse invitare
gli ucraini a uscire di casa e ad andare a votare per il ballottaggio
delle elezioni presidenziali. Non che ci fosse stato bisogno
del sole per convincere i pantofolai ucraini a compiere il
loro dovere di buoni cittadini, visto che il paese, e Kiev
in particolare, era da giorni in fermento per l'evento. Il
primo turno delle elezioni presidenziali si era svolto infatti
in un'altra bellissima domenica di fine ottobre (anche quel
giorno c'era il sole) e aveva visto il candidato dell'opposizione
Viktor Juščenko spuntarla (come si dice sempre in queste occasioni)
per una manciata di voti: viso deturpato da un'intossicazione
di origine sospetta (si parla di servizi segreti), fisico
sportivo, un passato da finanziere, ex presidente della Banca
nazionale ucraina, una parentesi da Primo ministro chiusa
molto in fretta per incompatibilità con il presidente Leonid
Kučma, sciarpa (o cravatta o gilet) rigorosamente arancione.
[...]
|