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Ci stupisce in positivo la pubblicazione da parte di
una grande casa editrice di un'opera come questa. Non crediamo
che in termini di copie vendute questo studio possa raggiungere
numeri da capogiro, ma di certo farà la gioia degli slavisti
italiani e degli italianisti polacchi. Compilato da quattro
studiose di Cracovia, città nella quale si trova l'università
attualmente più vivace per quanto riguarda gli studi italianistici
in Polonia, il saggio contiene un'introduzione che ospita
la cronaca delle alterne fortune dei nostri poeti in quelle
terre (ne risulta che il primo a cimentarsi in traduzioni
poetiche dall'italiano sia stato Sebastian Grabowiecki, che
nel 1590 pubblicò una sua versione delle Rime spirituali
di Gabriele Fiamma). Segue l'elenco in ordine alfabetico degli
autori tradotti. Esclusi dalla bibliografia, oltre alle opere
di teatro in versi, anche La Divina Commedia, l'Orlando
Furioso e la Gerusalemme liberata per motivi non ben
giustificati. Escluse anche le traduzioni di opere italiane
tradotte in polacco da un'altra lingua.
Uno studio come questo può essere
letto in diversi modi. È innanzi tutto un prezioso strumento
di consultazione; ma può essere divertente anche solo spulciare,
piluccare qua e là di tanto in tanto e scovare le tante chicche
e curiosità che si nascondono in queste pagine. Stupirà così
talvolta il grande numero di traduzioni di poeti in Italia
poco conosciuti o dimenticati: si tratta spesso di autori
di componimenti sulla Polonia e sulla sua storia (il seicentesco
Vincenzo da Filicaia, ad esempio) o di italiani per vari motivi
vicini alla Polonia (si scopre che lo slavista Nullo Minissi
ha scritto poesie, pubblicate in traduzione in Polonia, ma
non in Italia). Tra le molte traduzioni d'autore citiamo solo
due "chicche": una versione mickiewiciana del 1827
di Chiare fresche et dolci acque e l'esperimento
di affidare nel 1961 una raccolta di poesie di Salvatore Quasimodo,
fresco di Premio Nobel, all'interpretazione di ``traduttori''
come Broniewski, Jastrun, Iwaszkiewicz, Przyboś, Ważyk e altri.
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