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di tutte le recensioni di questo numero  Negli
anni Novanta il discorso nuovorusso, o, in altre parole, il
macrotesto costituito dal corpus delle barzellette sui nuovi
russi, era generato dall'incontro sodomitico, simboleggiato
dallo scontro automobilistico sotto forma di tamponamento,
di due figure emblematiche della Russia contemporanea: il
proprietario di un'automobile Zaporožec, rappresentante del
popolo ed espressione dell'elemento debole, buono e strampalato
dell'anima russa (il cui archetipo si può rintracciare nel
personaggio delle fiabe popolari Ivan lo Scemo), e il nuovo
ricco in Mercedes, incarnazione di quell'elemento forte, spietato
e invincibile che un tempo era personificato dai bogatyri
delle byliny.
Nella sensibilità popolare il terzo
millennio in Russia viene inaugurato da uno slittamento di
ruoli: "a un incrocio una mercedes 600 tampona una volga
nera con i vetri scuri. Un bandito scende dalla mercedes,
comincia a frantumare i vetri della volga con il calcio di
un fucile, ma poi vede che dentro l'automobile c'è un colonnello
dell'FSB [Federal'naja služba bezopasnosti, i servizi segreti
russi]: 'Compagno colonnello, io busso, ma lei non apre...
dov'è che devo portare i soldi?'"
Questa barzelletta rappresenta una
sorta di punto zero del folklore contemporaneo, un unicum
che non può generare altre barzellette a tema poiché il suo
significato è quello di una svolta epocale, "una rivoluzione
della coscienza". Così la pensa Mjus (in russo appare
come la trascrizione in cirillico dell'inglese Meowth, il
nome di un pokemon), protagonista femminile di Čisla
[Numeri], il romanzo che apre, dopo la breve Elegija 2,
il volume intitolato DPP(NN), ovvero Dialektika
Perechodnogo Perioda iz Niotkuda v Nikuda [Dialettica
del Periodo di Transizione da Nessunluogo a Nessundove]. A
quattro anni dall'uscita di Generation P (tradotto
in italiano con il titolo Babylon), Viktor Pelevin
ricompare con una raccolta di prose inedite. A Čisla
segue Makedonskaja kritika francuskoj mysli [Critica
macedone del pensiero francese], pseudosaggio critico sulle
bizzarre teorie di Nasych Nafikov detto Kika, "tipico
nuovorusso dell'epoca dell'accumulazione originaria del karma"
secondo cui le forze vitali dei morti dell'Unione sovietica
sarebbero state convertite nel capitale della nuova Russia.
I tre racconti Odin vog [Un vogue], una parodia del
discorso della moda, Akiko, in cui la voce narrante
è quella di un sito porno giapponese, e Fokus-gruppa
[Focus group], dialogo tra sette defunti e l'Essenza Luminosa,
concludono la parte intitolata Mošč' velikogo [Potenza
dell'eccelso]. Chiudono la raccolta altri due racconti, Gost'
na prazdnike Bon [Ospite alla festa Bon], riflessioni
di un indefinito personaggio sulla bellezza e sulla morte
e Zapis' o poiske vetra [Appunto sulla ricerca del
vento], lettera dalle atmosfere zen di uno studente al suo
maestro sull'impossibilità di scrivere il Libro della Via,
che rientrano nella sezione Žizn' zamečatel'nych ljudej
[Vita di persone straordinarie].
Pelevin si riconferma cantore della
Mosca odierna: in Čisla, il testo più riuscito della
raccolta e centro gravitazionale del libro, la trama si snoda
sullo sfondo di quella rivoluzione della coscienza di cui
parla Mjus: l'elemento forte prende le fattezze del potere
occulto dei servizi segreti (tema anche dello scandaloso Gospodin
Geksogen [Il Signor Hexogen] di Aleksandr Prochanov)
che assoggetta il nuovo russo, spodestandolo della sua aura
mitologica nell'immaginario collettivo della società postsovietica.
Fin da bambino, Stepa è attratto dalla
cifra 34. Questo numero-feticcio diventa presto l'unico punto
di orientamento della sua vita, una sorta di divinità illusoria
costruita dal suo intelletto, al cui carisma Stepa si abbandona
totalmente. Stepan Michajlov diventa un banchiere di successo.
Lavora sotto la protezione della mafia cecena ma poi è costretto
a passare sotto quella dell'FSB, e in particolare del capitano
Lebedkin (ovvia l'allusione al capitano Lebjadkin dei Demoni).
Inizia una relazione amorosa con Mjus, sua dipendente e studiosa
del folklore contemporaneo, che lo convince a identificarsi
nel pokemon Pikachu. Trova una guida spirituale in Prostislav,
informatore dell'FSB, che gli fa conoscere il Libro dei
Mutamenti. Dopo aver individuato nel banchiere gay Srakandaev
(sraka è termine volgare per "sedere"),
in quanto legato al numero 43, il suo antagonista ideale,
Stepa decide di ucciderlo, ma dopo una serie di peripezie
finisce per avere con lui un rapporto sessuale in un locale
di San Pietroburgo sotto lo sguardo attento di un ritratto
di Putin. Tornato a Mosca, scopre che Mjus è partita e che
in sua assenza ha trasferito un'ingente somma di denaro originariamente
destinata a Lebedkin sul conto di un'altra banca. Per recuperare
i soldi si rivolge a Srakandaev che promette di aiutarlo,
senonché questi muore accidentalmente prima che Stepa riesca
a raggiungerlo. Stepa alla fine troverà il modo di uscire
da questo apparente vicolo cieco.
Come sempre il materiale di lavoro
prediletto da Pelevin è la cultura di massa, dalla barzelletta
allo slogan pubblicitario, dalla numerologia da baraccone
alla canzone pop, dai pokemon ai computer game, e come sempre
lo scrittore riesce non solo a divertire con calembour e lampi
di ironia, ma anche a fare ciò per cui ha un indubbio talento
(che per altri, invece, rappresenta un limite della sua opera):
raccontare lo spirito dei tempi. Le mitologie della Russia
d'oggi ci sono tutte: i ceceni con la loro mistica dell'aggressione,
gli oligarchi con le loro estrose perversioni, l'FSB con i
suoi nuovi cavalieri Jedi e, naturalmente, lo spirito di Putin
onnipresente nella sua multiforme iconografia. Putin è anche
il Put', il Tao, la Via verso l'Oriente che questa
nuova Russia percorre nel deserto del senso, tra un passato
di rovine e un futuro impredicibile, in cui l'unica dialettica
possibile sembra quella tradizionale di un potere che ne violenta
un altro. La logica dei testi di Pelevin a volte rivela una
virtù profetica che in questo caso pare trovare una conferma
negli ultimi avvenimenti della cronaca politico-giudiziaria:
l'arresto del businessman Chodorkovskij potrebbe esserne un
esempio.
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