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 Il'ja
StogOFF, giornalista pietroburghese molto alla moda, ha deciso
di mettersi in proprio. Con risultati degni di nota. Subito
dopo l'uscita del libro, nel 2001, StogOFF è stato battezzato
dai critici “Apostolo della generazione 2001”. Stesso successo
a livello commerciale: la prima edizione del romanzo è andata
esaurita in pochi giorni.
L'opera prima del giornalista di Pietroburgo è una sorta di
autobiografia, un'autobiografia certamente letteraria, ed è
strutturata in tre parti, abbastanza indipendenti l'una dalle
altre. La prima parte si configura come una raccolta di aneddoti
pietroburghesi, cinque storie di bevute, sesso, incontri,
pellegrinaggi senza meta per la città, che ci si rivela in un
modo diverso da quello consueto, senza i suoi abbellimenti per
turisti. La seconda parte è un intermezzo lirico, una storia
d'amore raccontata sottoforma di quattordici ricette di cucina
caucasica. L'ultima parte è la cronaca di un viaggio a
Kuala-Lumpur, al seguito di una conferenza inter-religiosa.
Il romanzo si inserisce in una tradizione “on the road” di
bevute, incontri occasionali, sesso facile, vita bohemienne, che
caratterizza molta letteratura del Novecento, da Celine, a
Kerouack, a Bukowsky, e che in Russia è sempre stato un filone
molto produttivo, a partire dal Moskva-Petuški di
Venedikt Erofeev. Il risultato è un libro divertente, a tratti
irresistibile, con un linguaggio ultracontemporaneo, pieno zeppo
di realia degli anni Novanta, visto che si tratta proprio di
un libro sulla generazione degli anni Novanta (StogOFF è nato
nel 1970), una generazione “che non c'è”,
come dice lo stesso StogOFF nella prefazione del suo ultimo
romanzo “mASIAfucker”, maturata a cavallo del passaggio fra
Unione Sovietica e Russia, cresciuta in una sorta di terra di
nessuno.
Come ha scritto la rivista GQ a proposito dell'esordio letterario
dell'ex-giornalista ed ex-collaboratore della casa editrice che
poi ha pubblicato i suoi romanzi, “all'inizio vi potrà
sembrare che StogOFF sia semplicemente l'ennesimo selvaggio. Che
nei suoi libri non ci sia niente oltre palle, tabacco, alito
puzzolente e barba. E solo rimettendo a posto il suo libro
capirete che davanti ai vostri occhi è passata un'intera
epoca”.
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