CALL FOR PAPERS eSamizdat XIII (2020)

I. Sezione monografica

STANZE, ARREDI, OGGETTI. L’INTÉRIEUR NEL MONDO SLAVO
a cura di Emilio Mari

«La caratteristica più importante della vita umana non è il linguaggio simbolico, ma le transazioni incessanti e diversificate che avvengono tra le persone e una miriade di artefatti»
M.B. Schiffer

«La storia passa attraverso la Casa dell’uomo, attraverso la sua vita privata»
Ju.M. Lotman

Sempre più spesso negli ultimi anni le scienze umane e sociali si sono trovate a discutere di “svolta materiale” (material turn). La comparsa nel 1986 del volume The Social Life of Things curato da Appadurai, insieme alle riflessioni di studiosi come Latour, Bourdieu, Douglas, Miller e Löfgren, hanno indirizzato lo sguardo della critica su concetti quali materialità, merci e beni inalienabili, consumo, “carriera” e “vita sociale” delle cose. Altro percorso e più tortuoso ha seguito la slavistica in questo campo. Se le ultime ricerche di Lotman sul byt e sul “comportamento quotidiano” testimoniano una certa “densificazione” dell’oggetto della semiotica e il suo progressivo riorientarsi dalla linguistica strutturale alla storia culturale, è però solo negli anni Duemila che si è tentato in modo organico di ricucire i legami e stabilire un dialogo con i nuovi approcci alla materialità. Risultati di questo sforzo sono, ad esempio, i contributi di Boym, Buchli, Kelly, Kiaer, Gronow, Reid e Crowley sul tema della quotidianità sovietica, o il volume collettaneo Material Culture in Russia and the USSR. Things, Values, Identities, curato da Roberts nel 2017. Inserendosi in questa cornice, la sezione monografica “Stanze, arredi, oggetti. L’intérieur nel mondo slavo” si propone di riflettere da più prospettive su alcune questioni fondamentali: quali significati antropologici e culturali ha assunto l’intérieur nel mondo slavo? In che modo la “piccola” storia dell’intérieur si è intrecciata con la “grande” storia politica, sociale, della moda e del costume? Con quali modalità questa microstoria ha rispecchiato o anticipato i mutamenti del gusto? E ancora, spostandosi dal piano della realtà quotidiana a quello della rappresentazione: quali forme ha assunto l’intérieur nel folklore, nelle letterature e nelle arte figurative dei paesi slavi? Che ruolo simbolico e narrativo è stato attribuito alla cultura materiale domestica da scrittori e artisti di epoche, correnti estetico-filosofiche, orientamento politico ed estrazione sociale diversi? Infine, in che modo stanze, arredi e oggetti hanno interagito a livello intra-testuale ed extra-testuale?

eSamizdat accetta proposte per contributi di natura teorica e/o analitica da un ampio spettro di discipline: estetica e storia dell’arte, storia dell’architettura e del design d’interni, sociologia e studi demo-etno-antropologici, critica letteraria e studi culturali.

Alcuni riferimenti bibliografici:
Borders of Socialism: Private Spheres of Soviet Russia, ed. by Siegelbaum L.H., New York 2006.
Boym S., Common Places: Mythologies of Everyday Life in Russia, Cambridge 1994.
Buchli V., An Archeology of Socialism, New York 1999.
Buchli V., Khrushchev, Modernism, and the Fight against “Petit-bourgeois” Consciousness in the Soviet Home, Journal of Design History, 1997 (X), 2, pp. 161-176.
Douglas M., Isherwood B., The World of Goods, London 1979.
Fitzpatrick S., Things Under Socialism: The Soviet Experience, in The Oxford Handbook of the History of Consumption, a cura di Trentmann F., Oxford 2012, pp. 451-466.
Gronow J., Caviar with Champagne: Common Luxury and the Ideals of the Good Life in Stalin’s Russia, Oxford 2003.
Kelly C., Volkov V., Kul’turnost’ and Consumption, in Constructing Russian Culture in the Age of Revolution: 1881-1940, a cura di Kelly C., Shepherd D., Oxford 1998, pp. 291–313.
Kiaer C., Imagine No Possessions: The Socialist Objects of Russian Constructivism, Cambridge (MA) 2008.
Lotman Ju.M., L’insieme artistico come spazio quotidiano, in Il girotondo delle muse. Saggi sulla semiotica delle arti e della rappresentazione, a cura di Burini S., Bergamo 1998, pp. 23-37.
Lotman Ju.M., La casa ne Il maestro e Margherita, “eSamizdat”, 2005 (III), 2-3, pp. 31-36.
Material Culture in Russia and the USSR. Things, Values, Identities, a cura di Roberts G.H., New York 2017.
Mecacci A., Estetica e design, Bologna 2012; Il kitsch, Bologna 2014.
Miller D., Material Culture and Mass Consumption, Oxford 1987.
Piretto G.P., La vita privata degli oggetti sovietici. 25 storie da un altro mondo, Milano 2012.
Reid S.E., Communist Comfort: Socialist Modernism and the Making of Cosy Homes in the Khruschev Era, “Gender & History”, 2009, 21, pp. 465-498.
Style and Socialism. Modernity and Material Culture in Post-War Eastern Europe, a cura di Reid S.E., Crowley D., Oxford-New York 2000.
The Social Life of Things. Commodities in Cultural Perspective, a cura di Appadurai A., New York 1986.
Utechin I., Očerki kommunal’nogo byta, Moskva 2001.
Van Baak J., The House in Russian Literature. A Mythopoetic Exploration, Amsterdam-New York 2009.


II. Sezione traduzioni

STUDI SEMIOTICI SUL SIMBOLISMO RUSSO
a cura di Anita Frison

Tassello imprescindibile del serebrjanyj vek [età d’argento], il simbolismo russo è stato ormai oggetto di numerose analisi, condotte secondo approcci metodologici differenti. Di particolare interesse scientifico e didattico sono gli studi di taglio semiotico dedicati a questa corrente letteraria e al legame tra vita e creazione artistica che vi sta alla base. Al lettore italiano, e in primo luogo agli studenti, molti materiali risultano ancora difficilmente accessibili, sebbene in passato ne siano stati pubblicati alcuni in traduzione. A titolo d’esempio si ricordano i contributi presenti nelle raccolte Ricerche semiotiche (a cura di C. Strada Janovič, 1973), e Il simbolo e lo specchio (a cura di R. Galassi e M. De Michiel, 1997).

Si intende pertanto contribuire alla diffusione di saggi significativi di semiotica su:

(1) simbolismo russo come corrente letteraria: sviluppo e fasi;
(2) singoli autori;
(3) intertestualità negli autori simbolisti;
(4) analisi tematica/letteraria di opere specifiche.

Sono particolarmente apprezzate le traduzioni di saggi utili ai fini della didattica, che si possano dunque utilizzare nell’ambito dei corsi di letteratura russa o come bibliografia nella stesura di tesi.

Bibliografia indicativa di riferimento:
Ivanov Vjač.Vs., Izbrannye trudy po semiotike i istorii kul’tury, Moskva 1998-2010.
Minc Z.G., Blok i russkij simvolizm: izbrannye trudy v trech knigach, Sankt-Peterburg 1999-2004.
Toporov V.N., Peterburgskij tekst russkoj literatury: izbrannye trudy, Sankt-Peterburg 2003.
Acta Slavica Estonica (serie).
Blokovskij sbornik (serie).
Trudy po znakovym sistemam (serie).


III. Sezione Interviste

ABITARE E COSTRUIRE AMBIENTI IN RUSSIA/URSS. TESTIMONIANZE
a cura di Anna Vyazemtseva

La progettazione della vita quotidiana è alla base delle politiche della Russia post-rivoluzionaria e si protrae lungo tutto il Novecento. Architettura e design ne sono stati una parte importante se non strutturale, e hanno rispecchiato i mutamenti politico-culturali che hanno attraversato il paese durante il secolo scorso. Il mito della standardizzazione degli anni Venti, negato dalla cultura gerarchica e oppressiva del periodo di Stalin, è risorto negli anni Sessanta, quando si è cercato un equilibrio tra sfera comune e sfera privata. Gli ambienti “sovietici” diventano poi una sorta di codice culturale, provocando uno spettro complesso di reazioni, dall’ironia alla nostalgia.    

La sezione propone il punto di vista di alcuni professionisti sugli ambienti progettati e vissuti nell’Unione Sovietica e in Russia: le memorie di due storici dell’architettura italiani sui viaggi effettuati in URSS in un momento in cui il confine tra Est e Ovest non era affatto convenzionale, il racconto di una progettista degli ambienti delle stazioni spaziali all’epoca delle prime esplorazioni nello Spazio, le riflessioni di un architetto contemporaneo che sta attualmente ricostruendo l’edificio-icona del costruttivismo a Mosca (la Casa del Narkomfin), cercando di ripristinare anche il progetto originale degli interni.

Interviste a:
Vieri Quilici, storico dell’architettura
Claudia Conforti, storica dell’architettura
Galina Balashova, architetto spaziale, designer degli interni delle navi e delle stazioni spaziali dell’URSS
Alexei Ginzburg, architetto