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2008 (VI) 1
* Angelo Maria Ripellino, “L’ora della Cecoslovacchia e altri fogli praghesi”, a cura di Antonio Pane, pp. 169-196
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2005 (III) 2-3
Michele Colucci, “Il pensiero linguistico e critico di A.S. Šiškov”, eSamizdat 2005 (III) 2-3, pp. 365-392
2005 (III) 1
Jan Mukařovský, Analisi semantica di un'opera poetica:Il becchino assoluto di Nezval, eSamizdat 2005 (III) 1, pp. 163-175
2004 (II) 3
Jurij Lotman, Архитектура в контексте культры / L'Architettura nel contesto della cultura, [Originale con traduzione a fronte di Silvia Burini], eSamizdat 2004 (II) 3, pp. 109-119
Nina Kauchtschischwili, La funzione artisticadei nomi propri, eSamizdat 2004 (II) 3, pp. 121-128
Luigi Marinelli, Quo vadis? Traducibilità e tradimento, eSamizdat 2004 (II) 3, pp. 129-139
2004 (II) 2
Riccardo Picchio, La crisi di sviluppo dell'intelligencija slava, [1952], eSamizdat 2004 (II) 2, pp. 123-132
Angelo Maria Ripellino, [1942-1943], Gli esordi di uno slavista, Presentazione di Alena Wildová-Tosi, eSamizdat 2004 (II) 2, pp. 135-145
2004 (II) 1
Giuseppe Dell'Agata, Storia della questione della lingua in Bulgaria , [1977], eSamizdat 2004 (II) 1, pp. 79-94
2003 (I)
Wolf Giusti, Dalla poesia ideologica alla poesia pura in Cecoslovacchia, [1929], eSamizdat 2003 (I), pp. 111-118
Il selciatore Houska quel martedì si ubriacò. Era unfatto eccezionale perché, come ogni uomo per bene, disolito si ubriacava solo all'arrivare del sabato, ma quelmartedì pioveva, e così non gli era rimasto altro da fare.All'inizio pioveva poco, poi iniziò a diluviare, e quandoalle undici e mezza di notte buttarono fuori il selciatoreHouska dall'osteria U Přemysla krále, pioveva fittofitto, senza tregua. Il selciatore Houska prese ripetutamentea calci la serranda chiusa. Affermò così la propriasuperiorità morale nei confronti di tutti gli osti, si alzò ilcolletto della giacca e si avviò verso casa. I lampioni tremolavanonella notte umida e l'acqua gocciolava dallegrondaie, dagli alberi e dai tetti. Mentre Houska infilavala chiave nella portone di casa, vide sotto la grondaiaun uovo. L'uovo era bianco, puntinato di nero, e scintillavasotto il filo d'acqua che gli cadeva dritto sopra.Un uovo del tutto comune, appuntito da una parte, unpo' più grande di un uovo di gallina. Il selciatore Houskalo prese e se lo ficcò in tasca perché, a differenzadelle galline, pensava che le uova fossero fatte per esseremangiate.

Karel Michal, Il misterioso pollo parlante del selciatore Houska
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