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2009 (VII) 1
* Alessandra Agostinelli, “Collezionisti italiani alla Biennale del dissenso: Franco Miele, Alberto Morgante e Alberto Sandretti”, pp. 239-288
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2008 (VI) 1
* “In Boemia non si potevano fare affari, quindi ci dedicavamo tutti all’arte”. Dialogo con Jan Reich, a cura di Alessandro Catalano, pp. 317-325
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2007 (V) 3
* “La fotografia è il mio dovere civile”. Silvia Burini dialoga con Boris Mikhailov, pp. 391-395
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2007 (V) 1-2
Sono nato da qualche parte, un giorno qualsiasi esono ancora vivo. Ancora capace di tirare calci. A vent'anniho lasciato la casa dei miei, affittando una stanzanel quartiere di Mahala. Sognavo di non dover maiabbandonare la mia città. Poi tutto è accaduto... Sonoun po' dislessico e i miei occhiali di certo non midanno un grande aiuto, forse perché sono stati fabbricatinella mia terra comunista e con loro sono capacesoltanto di contemplare un luminoso futuro. Ebbenesì, sono nato sotto una stella davvero rossa. Ho giratoparecchio. Mi ritengo fortunato, se paragonato a miasuocera. Non si è mai spostata, ma la sua casa è passatadall'Austria-Ungheria al Regno di Jugoslavia, perdivenire parte dello stato indipendente di Croazia, poiè passata alla Repubblica socialista jugoslava, quindi allaRepubblica serba e ora si trova in Bosnia.

Pedrag Finci, Il libro dell'esilio
© eSamizdat 2003-2016, Alessandro Catalano e Simone Guagnelli