Archivio rivista
Le Sezioni
Le Info
Compagni di Strada
Articoli
2008 (VI) 1
* Alessandro Amenta, “Sulle tracce di Zuzanna Ginczanka”, pp. 117-134
[Versione PDF]
* Tat´jana Korneeva, “Le ombre di Barbablù: la fiaba di Perrault nell’opera di Anna Achmatova e Ivan Bunin”, pp. 135-151
[Versione PDF]
* Stefano Bartoni, “Le origini del telefilm poliziesco sovietico: Sledstvie vedut ZnaToKi”, pp. 153-166
[Versione PDF]
2007 (V) 3
* Ilaria Remonato, “Dalla tana del coniglio bianco all’električka: gli echi di Alice nel paese delle meraviglie nella scrittura di Venedikt Erofeev” , pp. 157-169
[Versione PDF]
* Michela Trainini, “La strada ereditata. Dimka Denisov e Venička Erofeev”, pp. 171-187
[Versione PDF]
* Elena Simonato, “Tra linguistica e politica: il careliano”, pp. 189-194
[Versione PDF]
* Irina Kokochkina, “Почему мы заходим в дом и впадаем в депрессию?” , pp. 195-201
[Versione PDF]
* Erica Faccioli, “All’origine del modernismo teatrale ucraino: appunti su Les΄ Kurbas”, pp. 203-214
[Versione PDF]
* Claudia Introno, “L’uomo po-strugacki. Antropocentrismo nella fantascienza dei fratelli Strugackij”, pp. 215-226
[Versione PDF]
2007 (V) 1-2
2005 (III) 2-3
Anna Valerio, “La traduzione di cultura: il caso dell’autobiografia di Nabokov” , eSamizdat 2005 (III) 2-3, pp. 247-261
Irina Kokochkina, Elena Simonato, “L’édification linguistique en Urss et la destinée de la langue tchétchène”, eSamizdat 2005 (III) 2-3, pp. 273-280
Stefano Bartoni, “Fantascienza e anni Sessanta in Unione sovietica” , eSamizdat 2005 (III) 2-3, pp. 341-361
2005 (III) 1
Maria Grazia Bartolini, Marina Cvetaeva’s “Poety”. An analysis, eSamizdat 2005 (III) 1, pp. 57-70
Elena Simonato, Alfabeto russo: un progetto fallito di latinizzazione, eSamizdat 2005 (III) 1, pp. 91-96
2004 (II) 3
Contributi del "Seminario italo-francese di studi dottorali in Slavistica", Roma 23-24 gennaio 2004, a cura di M.C. Ferro e C. Renna, eSamizdat 2004 (II) 3, pp. 23-105
Maria Chiara Ferro, Temi e problemi dell'agiografia russa al femminile nei secoli X-XVII, eSamizdat 2004 (II) 3, pp. 25-29
Ксения Хендерсон-Стюарт [Xénia Henderson Stewart], О разговорной речи и письменной традиции в русской литеатуре XVII-го века, eSamizdat 2004 (II) 3, pp. 31-36
Rita Giuliani, Gogol' e il Natale di Roma1837, eSamizdat 2004 (II) 3, pp. 47-53
Francis Conte, Le chemin de l'âme vers l'au delà dans la culture russe traditionnelle, eSamizdat 2004 (II) 3, pp. 63-72
2004 (II) 2
Paola Bocale, Il russo in vetrina. Indagini sulla lingua dei partecipanti a Za steklom, eSamizdat 2004 (II) 2, pp. 27-33
Svetlana Samokhina-Trouvé, Le fantastique dans les ballades de Žukovskij, eSamizdat 2004 (II) 2, pp. 51-59
Elena Fedrigo, Oskar Rabin, pittore" realista", eSamizdat 2004 (II) 2, pp. 69-87
2004 (II) 1
Alessia Antonucci, Il corsivo e' mio: Viaggio attraverso la memoria di Nina Berberova, eSamizdat 2004 (II) 1, pp. 41-50
Sergio Mazzanti, La rinascita religiosa russa d'inizio secolo e l'emigrazione , eSamizdat 2004 (II) 1, pp. 51-64
2003 (I)
Francesca Romoli, Ioann-Il'ja, primo arcivescovo di Novgorod, eSamizdat 2003 (I), pp. 87-91
Pavel Helan, Mussolini e le legioni cecoslovacche, eSamizdat 2003 (I), pp. 93-102
Roberto Adinolfi, Alcune interpretazioni in chiave mitologica dei resti fossili, eSamizdat 2003 (I), pp. 103-108
Accanto ai chioschi c'era un edificio di aspetto orribile,il caffè pilot. Dal suo interno si diffondevano leurla di alcolizzati con tendenze criminali (persone conaltre tendenze non frequentavano quel caffè). Talvoltaaccanto al caffè pilot si formava una coda enorme;avevano consegnato la birra ceca. Si stava in fila dallamattina alla sera. Tutta la superficie della terra per unraggio di mezzo chilometro intorno al caffè pilot era ricopertadi tappi di bottiglia con le belle etichette ceche,nell'aria c'era un forte odore di birra e urina e sotto icespugli del bul´var Jan Rainis giacevano soddisfatti iconsumatori di birra.
Alcuni, come per esempio lo zio Ženja, agivano inmodo diverso. Ogni mattina lo zio Ženja andava al casottodove vendevano la birra alla spina (non ceca) conuna tanica da cinque litri. Poi lo zio Ženja si sedeva suuna panchina vicino all'ingresso di casa e in silenzio, fissandoun punto, beveva i cinque litri di birra. E andavaa prendere i cinque litri successivi. Così trascorreva lagiornata dello zio Ženja.


Dmitrij Danilov, La casa numero dieci
© eSamizdat 2003-2016, Alessandro Catalano e Simone Guagnelli