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[Dall'incipit
del dialogo]
Laura Piccolo
Volevo iniziare questa chiacchierata citando una sua poesia
tratta dal ciclo Tri vida vsego
[Tre tipi di tutto]: "Esistono tre tipi di follia / Immediato
- poco attraente / Altrimenti detto -
come nel caso dell'artista / E erroneamente preso per tale
/ dal di fuori - questo spesso / conduce
alla non intuizione di qualcosa di grande e / di sincero''.
Questi casi di follia di un artista
hanno spesso caratterizzato la storia russa da Čaadaev sino
ai nostri giorni. Quali sono, secondo lei,
le relazioni che intercorrono tra letteratura e follia?
Dmitrij Prigov
L'artista che avevo in mente era più che altro l'attore. Lo
spettatore pensa che l'attore sulla scena si rivolga a lui,
che sia realmente il personaggio da lui impersonato. Se recita
un ruolo meraviglioso allora è intelligente e bravo, ma se
recita quello del pazzo, gli spettatori iniziano a temere
che lo sia veramente! Si confonde così l'essere con l'apparire.
In maniera più semplice possiamo definire la follia come
un modo di comportarsi puramente non convenzionale. Per
stabilire cosa sia effettivamente la follia occorre quindi
distinguere il comportamento dalle cause che lo provocano.
Perché possiamo interpretare come follia anche un inganno,
cosa che contraddice la follia stessa; possiamo prendere
per folle una situazione che noi non riusciamo a comprendere:
c'è un cinese che parla in cinese e noi, che di cinese non
capiamo nulla, lo prendiamo per pazzo. Esiste una follia,
come dire, naturale ma, a dire il vero, anche per la psichiatria
rimane difficile trovare una definizione univoca. Quando
parliamo di follia nella letteratura utilizziamo questo
termine metaforicamente riferendoci, il più delle volte,
a un comportamento non convenzionale che può essere rintracciato
in un personaggio o nel modo di scrivere dell'autore stesso
Laura Piccolo
Non ricordo di preciso quando, ma anche a lei è capitato
in prima persona "un caso di follia''. Al termine di una serata
letteraria, peraltro autorizzata, la "fidanzata del milicianer'',
ovvero l'ambulanza, l'ha condotta in manicomio...
Dmitrij Prigov
Sì, è vero, era il 1987, mi hanno prelevato
direttamente per strada, ma non con l'ambulanza. Sono stati
gli agenti del Kgb. L'ambulanza è arrivata "dopo'', l'organizzazione
interna del Kgb era abbastanza complicata
Laura Piccolo
Sono venuti a prenderla di notte?
Dmitrij Prigov
No, no, assolutamente. In pieno giorno. Mi hanno infilato
in macchina, e portato al Kgb, poi al distretto di polizia
e da lì hanno chiamato l'ambulanza che mi ha condotto in ospedale.
Laura Piccolo
E cosa le hanno fatto? Se non ricordo male è rimasto lì
una sola notte...
Dmitrij Prigov
No, ci sono rimasto quasi un mese, ma in fondo è andata bene,
eravamo già sotto Gorbačev!
Laura Piccolo
L'hanno sottoposta a cure mediche?
Dmitrij Prigov
Certo, ero lì e quindi mi curavano come tutti gli altri pazienti.
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