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solo di questo articolo [Dall'incipit del dialogo]
eSamizdat
Ho pensato a lungo a qualche domanda che ti potesse spiazzare
e in questo senso vorrei partire da un paio di domande
che in genere se si fanno, si fanno alla fine di un'intervista.
La prima è la seguente: all'inizio, quando ti ho proposto
di essere intervistato, mi sembravi un po' scettico, poi
all'idea mi è sembrato prendessi gusto: perché hai accettato
di farti intervistare?
Luigi Marinelli
Perché mi sono reso conto che questa cosa che state mettendo
in piedi è una cosa seria. E allora mi sembrava utile
e serio da parte mia cercare di collaborare con delle
risposte serie. Ora, sta venendo fuori un po' troppo la
parola "serio", cosa che io non sono, nel senso che cerco
di essere una persona meno seria possibile, però credo
che nel corso delle prossime domande e risposte la motivazione
verà fuori.
eSamizdat
E secondo te, ecco la seconda domanda che vorrebbe spiazzarti,
perché abbiamo scelto di intervistare proprio te?
Luigi Marinelli
Ma io pensavo che aveste intervistato anche Dell'Agata,
e credo comunque che Dell'Agata vada assolutamente intervistato...
Quanto "perché me", credo che sia, da una parte per una
motivazione personale, visto che uno dei due redattori
di questa nuova rivista sei tu e ci conosciamo da una
vita... Dall'altra parte però m'è venuto in mente che
fino a poco tempo fa io ero uno dei pochi professori in
Italia che aveva seguito la trafila che state seguendo
voi, ovvero il dottorato di ricerca e così via. Quindi
pensare a me come a una specie di ponte tra quello che
volete fare, ovvero una presentazione di tipo generazionale
- giovani slavisti - e la vecchia guardia, la slavistica
ufficiale, quella dei professori e dell'accademia, era
un fatto abbastanza naturale; io stesso per primo ho sempre
pensato a me e alla mia funzione anche in questi termini.
eSamizdat
Non ti preoccupare, Dell'Agata lo intervisteremo nel prossimo
numero. Uno slavista "famoso" per numero mi pare possa
bastare. Passando ora a un'intervista di tipo più classico,
ci piacerebbe sapere qualcosa di te a prescindere dalla
slavistica e prima di diventare slavista.
Luigi Marinelli
Sono nato a Perugia, ma fu più che altro un fatto casuale.
L'abitazione e l'infanzia è elbana, ho passato tutta l'infanzia
nell'isola d'Elba e questo mi caratterizza come un bambino
di mare, per cui per me quella dimensione là è la dimensione
dell'infanzia, della libertà, della grande solarità. Se
si vuole capire qualcosa in più di me, del mio carattere,
insomma se si vuole conoscere meglio la personalità del
professor Marinelli, si deve forse risalire a questa infanzia
insulare e marina, un tratto che pochi conoscono. Ho vissuto
lì fino alla prima elementare quasi compresa, ed ho dei
ricordi bellissimi dell'isola com'era fra la fine degli
anni Cinquanta e l'inizio degli anni Sessanta, o meglio
dal '56 quando sono nato, anche se in realtà sono nato
a dicembre, quindi dal '57 al '63, ed era per un bambino
all'epoca una situazione di grande piacevolezza. Dico
spesso quando parlo di questo che con gli altri bimbi
miei coetanei si andava nudi in giro per l'isola da maggio
a novembre, con quegli zoccoli di legno che battevano...
Insomma un'atmosfera assolutamente impossibile per un
bambino di città.
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