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solo di questo articolo [Dall'incipit
del dialogo]
Marco Dinelli
Vladimir, quali sono gli autori che secondo te hanno
avuto un peso rilevante nella tua formazione?
Vladimir Sorokin
In tempi diversi mi hanno influenzato autori diversi,
ma se si vuole tentare di individuarne qualcuno, si
possono probabilmente citare Gogol', Tolstoj, Kafka
e Charms. Questo per ciò che riguarda gli autori. Ma
da bambino sono stato fortemente influenzato dalle fiabe.
Marco Dinelli
Dalle fiabe popolari russe?
Vladimir Sorokin
Direi di no. Non dalle fiabe popolari russe, ma da Le
mille e una notte, e poi da alcune fiabe europee,
ma soprattutto da quelle arabe.
Marco Dinelli
Il tuo nome compare nei manuali di storia della letteratura,
sui tuoi romanzi e racconti si scrivono articoli e tesi
di laurea. Di solito le tue opere vengono trattate nel
contesto di ciò che è stato definito "postmodernismo
russo"'. Negli ultimi anni, però, alcuni critici
e scrittori considerano il postmodernismo una categoria
ormai inutilizzabile per delineare ciò che sta avvenendo
nell'ambito della letteratura russa contemporanea. Tra
le nuove proposte terminologiche compare l'espressione,
usata anche da te in diverse occasioni, "nuova
sincerità". Potresti dirmi che cosa ne pensi e
chiarire il significato di questa definizione?
Vladimir Sorokin
Per me vuol dire il ritorno all'enunciazione diretta,
cioè passare dalla metatestualità alla voce dell'autore.
Tornare all'enunciazione diretta è molto difficile,
soprattutto ora, dopo che il postmodernismo, come una
mandria di elefanti, ha calpestato tutto, e a molti
sembra che non si tratti della tua voce ma di una sorta
di gioco all'enunciazione diretta, e proprio qui vedo
il problema principale... Mi sembra che in questo momento
sia in atto una lotta straziante per ritornare all'enunciazione
diretta, e questa lotta è talmente straziante che ricorda
il tentativo di riacquistare la parola da parte di una
persona che ha avuto un ictus... Ma gli autori che avvertono
questa situazione e tentano di reagire, stanno imparando
a parlare in modi extraletterari. Limonov va in prigione,
la giovanissima Irina Denežkina scende in strada e della
strada accoglie lo stile di vita... Mamleev costruisce
una dacia facendo affidamento sul fatto che ci abiteranno
i seguaci della sua dottrina mistica, e questo lo stimola
a trovare nuove intonazioni e gli permette di conservare
la sincerità dell'enunciazione. Viktor Erofeev sposa
una diciottenne e vive una sorta di rinascita fisiologica,
Tatjana Tolstaja va in televisione, Pelevin tace da
cinque anni, Michail Elizarov studia canto classico,
Egor Radov si trasforma in un esempio di sobrietà. E
io mi allontano definitivamente dal giro degli spostati
e frequento gente più, diciamo, psichicamente sana,
che ha un rapporto diretto con la realtà. Ecco tutto.
Secondo me, si tratta di percorsi diversi, ma tutti
orientati verso la ricerca di una nuova sincerità.
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