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Staff e contatti
1. I testi possono essere inviati
per e-mail (in Latex, in Word6 o versioni successive) all’indirizzo
(in italiano, in qualsiasi lingua slava, in una lingua romanza,
in inglese o in tedesco);
2. La lunghezza del testo non deve
essere superiore alle 30 pagine (30 righe per pagina, dimensione
carattere Times New Roman 12, interlinea 1,5); per contributi
più lunghi siete pregati di contattare la redazione;
3. La massima attenzione deve essere
dedicata, soprattutto nel caso in cui si sottopongano traduzioni,
alla stesura finale del testo; i testi pervenuti in versione
non integrale e non definitiva non saranno presi in considerazione;
si prega di sottoporre contributi per le sezioni dialoghi,
ristampe, ankety e bibliografie soltanto dopo aver contattato
la redazione;
4. Le regole da seguire per le indicazioni
bibliografiche sono le seguenti. Gli autori citati in nota
vanno riportati in maiuscolo-minuscolo, prima la prima lettera
del nome seguita da un punto e poi il cognome (es.: G. Rossi
- e non ROSSI Guido). Nel caso di doppio nome non inserire
lo spazio tra le due abbreviazioni (R.J.W. Evans);
5. Titoli e sottotitoli devono essere
indicati in corsivo e di ogni opera va citato il luogo di
edizione seguito dall’anno, non separati da virgole, e senza
l’indicazione della casa editrice (E. Di Nolfo, Storia
delle relazioni internazionali 1918-1992, Roma-Bari 1994;
M. Azbukin, Literaturnoj bor’by predstavitelej Christianstva
s ostatkami jazyčestva v russkom narode (XI-XIV vek),
Sankt-Peterburg 1896). Nel caso di traduzioni va indicata
l’edizione originale, seguita tra parentesi tonde dalla traduzione
italiana: R.J.W. Evans, The Making of the Habsburg Monarchy.
1550-1700. An Interpretation, Oxford 1979 (trad. it.
Felix Austria. L'ascesa della monarchia absburgica: 1550-1700,
Milano 1981);
6. I titoli degli articoli vanno
citati fra virgolette (senza corsivo né sottolineature), mentre
il titolo della rivista va in corsivo, seguito dall’anno e,
tra parentesi tonde, dall’annata della rivista, poi da una
virgola e dal numero della rivista, da un’altra virgola e
dal numero delle pagine (B. Meriggi, “Scritto sotto la forca”,
Europa nuova, 1949 (I), 1, pp. 11-12; J. Tuwim, “Z
cyklu: Recenzje. Słowo o kubie Rozpruwaczu (Jakub
Szelka)”, Cyrulik Warszawski, 1926, 26, pp. 122-123.
Parzialmente analogo è il caso di un contributo contenuto
in un volume miscellaneo: J.E. Miller, “L’accettazione della
sfida: gli Stati Uniti e le elezioni italiane del 1948”, La
politica estera italiana nel secondo dopoguerra (1943-1957),
a cura di A. Varsori, Milano 1993, pp. 167-200; M. Bayerová
– T. Vlček, “Kubismus, věda, filozofie – Vztahy a inspirace”,
Český kubismus 1909-1925. Malířství, sochařství, umělecké
řemeslo, architektura, Stuttgart 1992, pp. 44-53). Anche
gli articoli di giornale vanno citati nello stesso modo, sostituendo
ovviamente la data a quanto indicato per le riviste (Pravda,
12 aprile 1951, pp. 7-8; W. Giusti, “Il poeta della Russia
celeste”, Il Borghese, 27 aprile 1961, p. 673.).
In nessun caso i nomi dei libri e delle riviste vanno preceduti
da “in” e non è ammessa l’indicazione p. 7 e ss., ma vanno
sempre indicate le pagine iniziale e finale, pp. 7-14;
7. Nelle citazioni successive l’opera
va citata come autore, iniziale del titolo (fino al primo
sostantivo) in corsivo, op. cit., numero di pagina, se si
tratta di un libro (E. Di Nolfo, Storia, op. cit.,
p. 321; M. Azbukin, Literaturnoj bor’by, op. cit.,
p. 222), iniziale del titolo (fino al primo sostantivo) tra
virgolette, op. cit., numero di pagina, se si tratta di un
articolo (J.E. Miller, “L’accettazione”, op. cit., p. 188;
M. Bayerová – T. Vlček, “Kubismus”, op. cit., p. 47);
8. Quando in più note successive
si rimanda allo stesso autore o nella stessa nota a un saggio
contenuto in un volume dell’autore stesso usare Idem e, se
possibile, riportare tra parentesi quadre la data della sua
stesura (J. Chalupecký, “Počátky Skupiny 42” [1963], Idem,
Cesta necestou, Jinočany 1999, pp. 49-57; K. Čapek,
“Výstava maleb italských futuristů” [1913], Idem, O umění
a kultuře, I [Spisy XVII], Praha 1984, pp. 348-349).
Quando in una o più note successive si rimanda allo stesso
libro dello stesso autore, ma a pagine diverse va utilizzato
Ivi (Ivi, pp. 52-53), quando si rimanda allo stesso libro
dello stesso autore e alla stessa pagina Ibidem (Ibidem);
9. Le citazioni brevi (fino a 3-4
righe) vanno fra “virgolette inglesi” senza corsivi; le citazioni
più lunghe, devono essere riportate in carattere minore (10)
dopo aver mandato il testo a capo;
10. Eventuali citazioni da materiali
d’archivio non pubblicati vanno in corsivo tra parentesi tonde
(“sono paradossali le esigenze dei giovani studenti di
oggi”), riportando in nota il riferimento alla città,
all’archivio e al fondo da cui provengono (A.M. Ripellino
a B. Meriggi, 1947 X 22, Paris, Bibliothèque Nationale, Lat.
10320, ff. 21-22);
11. Le note vanno inserite a piè
di pagina con carattere Times New Roman 10 e con numerazione
continua. Tutte le note devono finire con un punto. Il numero
della nota nel testo va fuori dalle parentesi o dalle virgolette
ma prima del punto o della virgola;
12. I titoli delle opere citate nel
testo vanno riportati in corsivo, senza virgolette né sottolineature
(“concetto espresso nella Divina commedia di Dante
Alighieri”; “banalmente ispirato dal famoso quadro Slava
Kpss [Gloria al Pcus] di Bulatov”). Quando si indica
un testo in lingua diversa da quella in cui è scritto l’articolo,
la traduzione va quindi inserita subito dopo tra parentesi
quadre e senza corsivo, aggiungendo, dove necessario, anche
l’anno di edizione dentro le parentesi (“nel volume Čas
lásky a boje [Tempo d’amore e di lotta, 1954]”; “nel
criticatissimo Avtoportret [Autoritratto, 1968]”).
Anche quando si reputa necessario utilizzare parole straniere
va sempre seguita la regola: espressione originale in corsivo,
traduzione italiana tra parentesi quadre, “usando l’espressione
dell’autore, una vera tjurma slov [prigione delle
parole]”, “si ricollega alla parola echele [lucertola]”);
13. Le sigle devono essere scritte
senza punti e maiuscolo-minuscolo (non O.N.U. ma Onu);
14. I sottolineati e i grassetti
non devono essere usati né nel testo né in nota;
15. Non è ammesso in nessun caso
l’uso delle ‘virgolette semplici’ (tranne che all’interno
delle citazioni per indicare una seconda citazione) e dei
«caporali», che vanno sostituiti con le normali “virgolette
inglesi” (fanno eccezione le citazioni, dove va sempre mantenuta
la struttura dell’originale).
16. L’uso delle maiuscole si uniforma
allo standard della grammatica italiana (dopo il punto fermo,
interrogativo, esclamativo e per tutti i nomi propri). Vanno
usate quando identificano univocamente un personaggio (Lorenzo
il Magnifico), ma non per i titoli (il conte Rispoli, il cardinale
Ginetti). Nei nomi compositi vanno usate soltanto per il primo
sostantivo (il Monte bianco, gli Stati uniti d’America, l’Unione
sovietica). Vanno usate per i secoli (il Quattrocento), i
decenni (gli anni Venti) e gli anni (il Sessantotto). Non
vanno usate per le correnti artistiche (il rinascimento),
letterarie (la scapigliatura), gli avvenimenti storici (la
rivoluzione francese) e le religioni (il cristianesimo).
17. Nel testo il corsivo va limitato
ai titoli delle opere (anche quadri, sinfonie, e così via)
e alle parole straniere o dialettali di uso poco frequente.
In particolare non si usa nel caso delle correnti artistiche,
dei gruppi d’artisti (quindi Sojuz Chudožnikov, Skupina 42)
e, soprattutto, delle riviste che, indipendentemente dalla
lingua in cui sono scritte, non vanno evidenziate in nessun
modo: si scriverà quindi Novoe Literaturnoe Obozrenie, Literární
noviny (mentre nelle indicazioni bibliografiche nelle note
le riviste vanno naturalmente in corsivo);
18. Le forme ed, od, ad vanno impiegate
soltanto se la parola che segue inizia rispettivamente con
e, o, a (“ed espresse”, ma “e andò”, “ad aprire”, ma “a esibire”).
Fa eccezione “ad esempio”;
19. Evitare nel modo più assoluto
l’uso degli accenti con indicazioni semantiche (àncora, ancòra),
utilizzando sempre la forma base (ancora);
20. Fare attenzione all’accento grave
(è, caffè...) e acuto (perché, nonché, né...);
21. Evitare l’uso di “Cfr.”, nella
maggior parte dei casi è sufficiente eliminarlo, negli altri
sostituirlo con “Si veda”. Evitare anche l’uso di “etc.”,
“ecc.”, quando davvero necessario sostituirlo con “e così
via”.
22. I tagli all’interno delle citazioni
vanno indicati con tre punti tra parentesi quadre (“servendosi
di questo [...] strumento”), parentesi che vanno usate anche
quando nel testo sono state introdotte delle parole (“esprimevano
profonda diffidenza nei loro [dei generali] confronti”);
23. Va prestata grande attenzione
alle differenze presenti nelle varie sezioni della rivista,
si tenga presente in particolare che nei titoli delle recensioni
va obbligatoriamente indicata la casa editrice, tra virgole,
dopo il titolo e prima della città (V. Pelevin, Dialektika
perechodnogo perioda (Iz Neotkuda v Nekuda). Izbrannye proizvedenija,
Eksmo, Moskva 2003; Gustaw Herling-Grudziński, Requiem per
il campanaro, traduzione di V. Verdiani, postfazione di F.M.
Cataluccio, L’ancora del Mediterraneo, Napoli 2003); profondo
rispetto della lingua dell’originale, qualunque essa sia,
è richiesto nelle pubblicazioni dei materiali d’archivio;
nelle recensioni indicare il numero di pagina da cui sono
tratte eventuali citazioni tra parentesi tonde: “tutto questo
ti darò Europa se ti piegherai in ginocchio ai miei piedi”
(p. 29).
24. In linea di massima è richiesto
l’uso della lingua originale per i testi letterari (con la
traduzione in nota), mentre può bastare la sola traduzione
italiana nel caso di testi critici; assolutamente da evitare
è la traduzione dei passaggi in inglese, francese, spagnolo
e tedesco;
25. La redazione si riserva il diritto
di non pubblicare i testi ricevuti e di proporre correzioni
e integrazioni anche sostanziali, che verranno comunque sottoposte
all’approvazione dell’autore prima della pubblicazione.
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