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I
recenti studi storiografici sulla grande varietà di istituzioni
e di centri culturali russi in Europa tra le due guerre dimostrano
ormai chiaramente quanto la vita letteraria dell'emigrazione
fosse ricca di eventi e, a dispetto delle enormi difficoltà
materiali, nel suo complesso assai vivace, non solo per varietà
e numero di iniziative, ma soprattutto per la qualità della
riflessione teorica che muoveva la vita culturale della comunità
emigrata. Ne sono testimonianza gli accesi dibattiti che,
a partire dalla metà degli anni Venti, si sviluppano sulle
pagine delle riviste dell'epoca. Oggetto della discussione
sono il senso e il destino della cultura e della letteratura
russa dell'emigrazione all'indomani del riconoscimento internazionale
del nuovo regime sovietico. La presa d'atto di una condizione
d'esilio meno transitoria e sempre più investita del compito
di ricercare una propria definizione storica porta a una repentina
radicalizzazione delle posizioni politiche e culturali interne
alle diverse comunità russe emigrate.
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