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[Dall'incipit
dell'articolo]
In relazione alla ramificazione internazionale del movimento della poesia visuale, diffusosi a partire dalla fine
degli anni Cinquanta e, in modo molto più marcato, nei vent'anni successivi, si può facilmente individuare un
percorso, comune a diversi artisti figurativi cechi, di intensificazione dei legami con esponenti della
neoavanguardia italiana. Questi contatti hanno riguardato soprattutto artisti che hanno ricoperto un
ruolo importante nell'evoluzione della cultura cecoslovacca della seconda metà del XX secolo. Per questo
motivo vale la pena di provare ad analizzare quanto abbia influito nella formazione della loro poetica
l'intenso interscambio di informazioni con i colleghi italiani: il fenomeno ha coinvolto naturalmente
piani molto diversi, dall'influenza diretta di artisti come Lucio Fontana ai giochi un po' ingenui della
mail-art. In tutti i casi analizzati vale però il principio che, nel suo reagire all'attualità degli
sviluppi artistici internazionali, il cammino di alcuni degli autori studiati (il fenomeno è particolarmente
evidente nel caso di Jiří Kolář, Ladislav Novák, Milan Knížák, Jiří Valoch) coincide con uno
di quei particolari momenti in cui l'ansia di “raggiungere e superare” l'arte “mondiale” non sfocia in
una semplice ripetizione di influenze straniere, ma nella definizione, anche polemica, di una precisa e
originale identità creativa.
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