Scarica il Pdf
solo di questo articolo [Dall'incipit
dell'articolo]
Trasmesso
da quattro redazioni antico russe e da due traduzioni
in latino e polacco, il testo voluto e probabilmente
dettato da Ivan il Terribile e consegnato nel giugno
del 1570 a Jan Rokyta (consenior del ramo
polacco della Jednota bratrská boema impegnato
in un'ambasceria politico-diplomatica al Cremlino),
da poco più di 30 anni gode di un rinnovato interesse
ed è oggetto di appassionata e controversa indagine
filologica. L'interrogativo maggiore, legato all'identificazione
dell'originale, sembrava sciolto nel 1971 quando Valerie
Tumins propose una soluzione, peraltro non originale.
Infatti il primo a considerare il ms. rinvenuto a
Chełm nel 1877 l'originale scritto per conto di Ivan
era stato proprio l'autore di detta scoperta: il sacerdote
Stefan Semenovič. Quasi un secolo dopo, la Tumins
ha semplicemente ripreso quell'ipotesi senza modificarne
nella sostanza le motivazioni: il ms. (tradizionalmente
indicato con la sigla A e ora di proprietà della Houghton
Library di Harvard) presenta tracce d'una rilegatura
antica e lussuosa al pari di quella che testimoni
dei fatti assegnano all'originale; è l'unico testimone
russo noto a contenere il testo nella sua totalità,
con una scrittura precisa e in tutto simile alle due
coeve traduzioni occidentali; contiene iscrizioni
in grafia rinascimentale e una datazione degli incontri
sufficientemente esatta. Da parte sua la Tumins aggiunge
due elementi: la traduzione polacca (indicata con
la sigla D, di proprietà del Museo Nazionale di Praga
con numero di catalogo 1Eb1), sembrerebbe essere stata
condotta proprio sulla base di A e costituirebbe a
sua volta l'antigrafo della traduzione latina (sigla
E), opera del polacco Jan Łasicki che la pubblicò
a stampa nel 1582.
[...]
|