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[Dall'incipit
dell'articolo]
Nel descrivere i rapporti tra cittadini sovietici e potere nella vita
quotidiana a partire dai tardi anni Settanta, studiosi come Jurčak utilizzano spesso il termine di derivazione gergale stjob, con riferimento a
un comportamento ambivalente che prevede, nella vita “ufficiale”, ad esempio sul posto di lavoro,
sostegno e supporto alle istanze del partito, e, in quella privata, totale indifferenza verso la
politica. Si tratta di un atteggiamento che interessa pressoché tutta la popolazione e che trae origine da
una sorta di passività verso il potere, che conduce, più che ad aperte manifestazioni di
dissenso, viste come inutili, nonché pericolose, a un “ingannare lo Stato
dietro le spalle” e, nelle circostanze ufficiali, a un forzoso e mal simulato overacting,
un'identificazione eccessiva, che, utilizzando la terminologia freudiana, sembra quasi tradire la
presenza di un Superego nell'animo collettivo. Come spesso accade, anche in questo frangente gli
artisti e le sottoculture elaborano una loro variante all'interno di quello che si è stabilizzato
come un atteggiamento diffuso, ponendosi su di un piano superiore, parallelo, artisticamente e
semanticamente più fertile. Presso queste piccole comunità, quindi, la tendenza dominante si
arricchisce di consapevolezza ironica e complessità di significati.
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