[Dall'incipit dell'articolo]
Le
seguenti pagine sono dedicate all'analisi di un aspetto finora
quasi per nulla studiato, quello della narratività in Die
Ehre dess Hertzogthums Crain, opera di un personaggio
peraltro notissimo alla cultura slovena: si tratta infatti
del polimata Johann Weichard Valvasor (1641-1693), vissuto
nella seconda metà del XVII secolo in Carniola, regione che
corrisponde alla parte centro-occidentale dell'odierna Slovenia.
Già allora la capitale era Lubiana, e molto probabilmente
è proprio lì che nacque Valvasor, figlio cadetto di un ricco
rappresentante della piccola nobiltà della zona. Sia qui ricordato
brevemente che la popolazione della Carniola, insieme a quella
di Stiria, Carinzia e altre regioni minori, e da una piccola
minoranza di rappresentanti di classi sociali più elevate
che erano spesso di origine straniera e per la quasi totalità
di lingua tedesca, ma talora anche mista sloveno/tedesca.
Forse non è superfluo rammentare che queste regioni erano
inserite già da molti secoli nella compagine del grande impero
tedesco, Heiliges Römisches Reich Deutscher Nation
[Sacro romano impero della nazione germanica], che abbracciava
allora gran parte dell'Europa centro-orientale. Siamo infatti
ancora in una fase precedente a quello che si chiamerà in
seguito Impero austro-ungarico. In quest'epoca esistono fondamentalmente
due livelli di patriottismo: da una parte l'identificazione
con l'impero, coincidente con la fedeltà alla figura del Kaiser,
dell'imperatore, e dall'altra l'attaccamento alla "piccola
patria", cioè alla regione di appartenenza, in questo
caso il Ducato di Carniola che viene descritto appunto da
Valvasor nella sua opera.
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