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"I
realized that everything we had learned was a lie and that
I really had to start over again, to learn everything from
scratch. When I finished studying at the Institute in 1958,
I had to face the question: was I a dissident?", così
commenterà in seguito Erik Bulatov la sua conclusione degli
studi e l'inizio della sua evoluzione artistica. Nato nel
1933 a Sverdlovsk, l'attuale Ekaterinenburg, da una famiglia
di alti funzionari del Partito trasferitisi poi a Mosca nel
1936, Bulatov viene indirizzato dai genitori fin dall'inizio
verso il campo artistico: dapprima all'interno del circolo
di disegno e grafica alla Casa dei Pionieri, quindi alla scuola
di specializzazione artistica e, dal 1952, al prestigioso
Istituto d'arte Surikov, nella Facoltà di Pittura. La rigida
formazione all'interno dell'Istituto era dettata dai dogmi
del realismo socialista e gran parte dell'arte russa delle
avanguardie e della pittura occidentale post-impressionista
veniva di fatto ignorata ed esclusa dai programmi d'insegnamento.
Bulatov cerca quindi al di fuori dell'ambiente accademico
i suoi maestri trovandoli in Robert Falk e Vladimir Favorskij,
due artisti della generazione precedente capaci di mantenere
una certa autonomia creativa anche negli anni dello stalinismo.
Bulatov, come detto, termina gli studi nel 1958 e la sua fase
di secondo apprendimento necessita di anni di raffinamento
e, ovviamente, per poterlo fare ha bisogno di trovare una
professione parallela. Grazie all'aiuto di Il'ja Kabakov riesce
a ottenere un posto come illustratore di libri per l'infanzia,
attività che svolgerà per trent'anni e che gli permetterà
di aderire nel 1967 al Sojuz Chudožnikov [Unione degli Artisti].
Il tempo dedicato alla vocazione pittorica viene così notevolmente
ridotto e a lungo egli non eseguirà che due o tre tele all'anno:
"la fase in cui ho dovuto apprendere tutto da capo è
durata fino al 1963. Benché il carattere delle mie immagini
sia cambiato anche successivamente, credo tuttora che da quel
momento il mio lavoro non consista più nell'apprendimento
di esperienze estranee e di essere diventato perciò un artista
autonomo". A partire dallo stesso anno inizia a firmare
i suoi lavori e la prima esposizione personale, tenuta insieme
a Valentin Kalinin nel 1965 presso l'Istituto di Fisica Nucleare
Kurčatov, viene chiusa dalla polizia a un'ora dall'apertura.
Nel 1968 può esporre per due sere, una insieme a Kabakov,
al Sinjaja Ptica [Uccello blu], un caffè della capitale frequentato
da giovani artisti. Il resto delle esposizioni personali a
cui prende parte in Unione Sovietica viene organizzato dall'Unione
degli artisti, cui partecipa esclusivamente in veste di illustratore.
La sua prima opera presentata in Occidente, Avtoportret
[Autoritratto, 1968], esposta in occasione della mostra Avant-garde
russe, Moscou, organizzata a Parigi nel 1973 da Dina
Vierny, suscita notevole interesse fra il pubblico. Sarà proprio
Dina Vierny a introdurre Bulatov nell'ambiente occidentale,
dando il via a una serie di mostre personali e collettive
sia in Europa che in America. Nel 1990 matura la decisione
di trasferirsi con la moglie a Parigi, dove tuttora vive e
lavora.
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