Per non dimenticare Anna Politkovskayaa un anno dalla morte
6 ottobre 2007. Circolo della Stampa, Milano - Corso Venezia, 16. Dalle 9 alle 13


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PER NON DIMENTICARE ANNA POLITKOVSKAJA
Il 7 ottobre sarà un anno che Anna Politkovskaja è stata uccisa sul portone di casa sua a Mosca.
Chi, a volto scoperto, le ha sparato quattro colpi di pistola è ancora impunito, così come quanti hanno ordinato di far fuoco sulla più coraggiosa giornalista che la Russia ricordi.
Anna in patria era sconosciuta, come ha opportunamente (e delicatamente) ricordato il presidente Putin poche ore dopo l’esecuzione. Lì infatti i libri di Anna sulla Cecenia e sull’involuzione democratica russa faticavano a esser pubblicati. La libertà di stampa è minacciata in Russia da quando il Cremlino è guidato da un ex tenente colonnello del Kgb.
Eppure, malgrado minacce e avvelenamenti, Anna non aveva voluto abbandonare la sua terra, la sua Russia.
I suoi coraggiosi reportage sulle violazioni dei diritti umani a Groznj come a Mosca erano noti in Occidente.
Ma nessun rappresentante dell’Unione europea si è sentito in dovere di partecipare ai suoi funerali. Nessun capo di Stato. Nessun premier del mondo che parla di esportare la libertà.
Se la politica è stata disattenta (partecipe invece alla gara per pagare il gas russo qualche spicciolo in meno), il mondo della cultura non può dimenticare Anna Politkovskaja.
Chiediamo quindi che, in tutta Europa, giornali, teatri, filarmoniche, orchestre o singoli artisti organizzino per il 7 ottobre 2007 iniziative per ricordare Anna.
Per dire a chi l’ha fatta uccidere: noi non dimentichiamo!

mailto: 7ottobre2007@gmail.com

ANNA POLITKOVSKAJA MUST NOT BE FORGOTTEN
It will be one year on the 7th of October from the day Anna Politovskaja was killed on the doorstep of her home in Moscow. Whoever it was who shot his gun at her four times was not disguised, and yet is still unpunished, and the same can be said of all those who ordered that the bravest journalist Russia could remember should be killed. Nobody knew Anna her own country, just as president Putin stated, with a delicate sense of opportunity, only a few hours after her execution. Small wonder: Anna’s books on Chechnya and on the democratic involution of Russia have never been published over there. Freedom of the press is under threat in Russia, ever since the ruler at the Cremlin is an ex Kgb officer.
Yet, notwithstanding threats and deaths by poison, Anna had decided not to leave her own country, Russia.
Her courageous reportages on human rights violations both in Groznj and in Moscow were widely known in the West. And yet, no European Union representative has felt it his or her duty to be present at her funerals. No head of state, no world premier, although speaking of exporting liberty, either.
The world of politics, deeply involved in the attempt to pay Russian gas a few cents less, has paid no attention to her case: the world of culture, though, cannot forget Anna Politovskaja.
We therefore ask that, throughout Europe, newspapers, theatres, phylarmonic orchestras and single artists organize memorial events on 7th October 2007, in Anna’s memory.
It will be a way of saying to whoever ordered her death: we do not forget.

mailto: 7ottobre2007@gmail.com










 
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