È uscito il sesto numero della rivista "PaginaZero-Letterature di frontiera" - Quadrimestrale di letteratura, arte e cultura (www.rivistapaginazero.net).
Il 6° numero si inoltra nella realtà letteraria e sociale degli scrittori migranti che hanno dovuto o voluto allontanarsi dalla propria terra madre per calpestare e vivere un'altra cultura. La condizione di esilio degli scrittori si scontra con un rapporto con la lingua in continua evoluzione, in un incessante confronto/scontro tra la lingua e la scrittura originaria e la nuova condizione sociale e culturale.

Nei "saggi" l'articolo di Erica Johnson Debeljak, scrittrice divisa fra l'America e la Slovenia, racconta di una vita di confine confrontando la sua esperienza e le sue scelte con quelle dei propri figli. L'articolo di Barbara Ronca analizza la specifica situazione degli scrittori che sono emigrati dalla zona balcanica a causa della guerra che ha imperversato negli anni Novanta.

Il "forum" (curato dalla sociologa e scrittrice di Zagabria, Melita Richter) mette a confronto quattro autori che vivono in Italia (Mihai Mircea Butcovan, Romania; Marija Mitrovic, Serbia; Barbara Serdakowski, Polonia; Vesna Stanic, Croazia) sullo stato del loro essere scrittori in più lingue, fra loro complici ed estranee.

Le "interviste" (curate da Angelo Floramo) entrano nella scrittura e nella realtà di Natasha Radojcic (una delle maggiori autrici dell'area balcanica che pubblica in Italia con l'editore Adelphi) e nel mondo dell'ecclettico Péter Zilahy. La "poesia" (curata da Paolo Fichera) è introdotta da uno dei maggiori traduttori e operatori culturali (Sinan Gudzevic) dell'Est Europa che racconta di un particolare viaggio assieme al più grande poeta del'area balcanica del Novecento, Izet Sarajlic, di cui pubblichiamo un corpo numeroso di poesie.

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Sommario del 6° numero:

Editoriale di Mauro Daltin

Saggi

"La pelle del Mondo" di Erica Johnson Debeljak
"Désir d'exister: scrittori migranti dai Balcani" di Barbara Ronca

Forum

"Una lingua abitabile: dibattito con autori migranti dell'Est-centro Europa" a cura di Melita Richter,
con interventi di Mihai Mircea Butcovan, Vesna Stanic, Marija Mitrovic, Barbara Serdakowski

Interviste

"La sconfitta di un sogno: dialogo con Natasha Radojcic" a cura di Angelo Floramo
"La città bianca e il centro dell'Europa: dialogo con Péter Zilahy" a cura di Angelo Floramo

Poesia

"Manfredonia" di Sinan Gudzevic
Poesie di Izet Sarajlic

Migrare significa lottare per ricostruire un'identità perduta, sentirsi esclusi da una cultura che non appartiene e che ricorda in ogni momento che si è stranieri, indesiderati, perdersi in una società che chiude a chi arriva “le anime e le porte”.
Eppure, nonostante la tragicità di questa lacerazione, a ben guardare ciò che di irripetibile un migrante porta con sé è proprio la possibilità di vivere in equilibrio tra i mondi: tra il paese di partenza e quello di arrivo, tra la cultura abbandonata forzatamente e quella che si deve imparare a fare propria, tra la lingua dell'infanzia, che rimane da qualche parte nella memoria, e quella della nuova quotidianità; tra la nostalgia del mondo lasciato dietro di sé e la nuova identità, che si insinua tra le pieghe della nuova vita.
Secondo Predrag Matvejevic´, egli parte “con un libro in valigia” e conserva la propria identità con la quale “feconda il paese di accoglienza”; sospeso tra qui e altrove, acquisisce una polivalenza esistenziale che gli consente di porsi come elemento di raccordo tra realtà lontane ed eterogenee, modificandole, arricchendole entrambe.

Barbara Ronca

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