Mal di Russia, amor di Roma. Fondi russi e slavi della Biblioteca nazionale
Roma, 23 ottobre 2006 - 5 gennaio 2007
presso Biblioteca Nazionale Centrale, Via Castro Pretorio, comune di Roma

La mostra, allestita dalla Biblioteca Nazionale di Roma insieme alla Regione Lazio, si propone di introdurre l'utente - attraverso un percorso sia cronologico che tematico - alla conoscenza dello straordinario incontro culturale tra la Città Eterna, da sempre aperta ai "forestieri", e i russi che a partire dai primi decenni dell'800 frequentarono Roma, inizialmente come artisti, turisti, studiosi o diplomatici e successivamente, a seguito delle mutate condizioni storico-politiche, anche come esuli, favorendo la nascita di una vera e propria comunità nazionale.

L'itinerario espositivo intende, inizialmente, soffermarsi sui luoghi romani che, a partire dalla prima metà dell'800, la comunità russa frequentava, dal salotto della Principessa Volkonskaja a metà '800 alle sale dell' Hotel de Russie in Via del Babuino, dalla libreria russa Slovo in Piazza del Popolo al noto luogo di incontro del caffè Greco. Come supporto indispensabile per mostrare i "luoghi russi a Roma" sarà esposto per la prima volta uno straordinario panorama della città, datato 1847, le cui particolari dimensioni (è lungo circa 9 metri per un'altezza di circa 70 cm.) fanno sì che letteralmente le immagini dei "luoghi russi" si srotolino sotto gli occhi del pubblico. Si è esemplificato anche il particolare rapporto che gli artisti russi hanno sempre avuto con la città di Roma attraverso le figure di due poeti russi che nella capitale hanno soggiornato a lungo: Nikolaj V. Gogol' (1809-1852) e Vjačeslav I. Ivanov (1866-1949). Le bacheche saranno arricchite da manoscritti (anche alcuni sonetti che il poeta romano Belli, assiduo frequentatore del salotto della principessa Volkonskaja, dedica ai suoi conoscenti russi) e dai ritratti: quello di Gogol' proviene dal Caffè greco, dove il poeta amava intrattenersi e quello di Ivanov è un suggestivo disegno a sanguigna opera della figlia dello scrittore Tolstoj, la quale, anch'essa, soggiornò a lungo a Roma. Mentre per testimoniare la folta presenza di artisti russi a Roma dell'Ottocento, sarà esposto un olio di Karl P. Brjullov (1799-1852), ritratto di un altro importante pittore russo che operò a lungo a Roma, Aleksandr A. Ivanov. Uno spazio particolare si è voluto dedicare al pittore russo Andrej J. Belobodorov (Tula 1887 - Roma 1965) che a lungo esule a Roma, elesse la città eterna a fonte di ispirazione primaria della sua produzione artistica: xilografie acquerellate di straordinaria potenza cromatica mostrano in una avvincente carrellata i principali luoghi romani, da San Pietro a Villa Borghese alla Piazza del Quirinale. Arricchiscono ancora questa prima sezione un cofanetto e un bracciale della Principessa Volkonskaja e un prezioso disegno preparatorio di Valadier per la costruzione del palazzo che ospiterà successivamente l'Hotel de Russie. Rare fotografie della metà dell'800 illustreranno anche altri 'luoghi russi' a Roma, talvolta non più esistenti, come la Via Sant'Isidoro, dove visse per qualche tempo lo stesso Gogol'.

Luogo di elezione della comunità russa a partire dagli inizi del XX secolo saranno il Circolo russo e la Biblioteca Gogol'. Ad essa è dedicata la seconda sezione della mostra nella quale si è voluto ricostruire un angolo della biblioteca, illustrata anche da grandi riproduzioni di foto d'epoca che mostrano come si presentavano le sale nella sede di Piazza San Pantaleo. E qui l'attenzione è stata posta, non tanto sull'apparato iconografico (per altro testimoniato da un olio di Felix Jusupov, principe esule a Roma dopo la rivoluzione d'ottobre), quanto sullo straordinario patrimonio bibliografico della Biblioteca Gogol', inaugurata nel 1902 e dedicata al grande scrittore che così tanto aveva amato Roma. Dalle carte dell'archivio, giunte insieme alla biblioteca, ricaviamo che fino allo scoppio della prima guerra mondiale la biblioteca e l'associazione ad essa legata furono i promotori di una ricca attività culturale, concerti e conferenze, tenute spesso in un luogo d'incontro dal nome emblematico, l' Hotel de Russie. Ma con l'inizio della guerra e soprattutto con lo scoppio della rivoluzione prima e la vittoria dei bolscevichi poi, le difficoltà economiche e organizzative si fanno sempre più evidenti. Da questo momento in poi la Biblioteca però acquista un suo peculiare carattere: diventa il centro culturale dell'emigrazione russa, che, in opposizione al regime sovietico, andrà a costituire importanti e fecondi centri non solo a Roma, ma anche a Praga, Parigi, Berlino. Si arricchirà delle pubblicazioni edite nei luoghi storici dell'emigrazione russa, Parigi e Berlino e soprattutto si farà erede della tradizione della cultura classica russa. Sono esposti quindi significativi testi con dediche di scrittori (Amfiteatrov, Osorghin) esuli della prima emigrazione così come sono presenti esempi della produzione editoriale anche della emigrazione successiva, espressione del dissenso degli anni '60 e '70. Ad arricchire e completare la presentazione del patrimonio anche i documenti, conservati nell'Archivio del Circolo russo del quale la Biblioteca Gogol' faceva parte, che permettono di ricostruire la storia e le vicende della comunità russa. Tra questi documenti ricordiamo anche uno scambio di lettere, risalente al 1944, nel quale il Presidente del Circolo russo scrive a Pio XII chiedendo aiuto per la comunità russa, che versava in drammatiche condizioni. La risposta positiva è a firma di Giovan Battista Montini, allora sostituto della Segreteria di Stato. All'interno di questa sezione, uno spazio separato e privilegiato è stato dedicato ad alcune riviste russe, uniche nel patrimonio bibliografico italiano: Apollon. Rivista di letteratura e arte (Mosca 1909-1917), Mir Iskusstva (Il mondo dell'arte, San Pietroburgo 1899-1903), Vesy (La bilancia; Pietroburgo 1905-1909), Zolotoe runo (Il vello d'oro, Mosca, 1906-1909), tangibile e straordinaria testimonianza del fervore artistico e intellettuale della Russia dell'inizio del '900: i testi di poeti come Aleksandr Blok o Valerij Brjusov sono presentati corredati da una grafica di non comune raffinatezza che pur partendo dalla grande tradizione della grafica russa, guarda alle contemporanee esperienze artistiche del mondo artistico dell'Europa occidentale.

La Biblioteca Gogol' e il suo archivio sono stati acquistati dalla Regione Lazio (1998) e lasciati in deposito permanente alla Regione Lazio, la quale, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha anche provveduto a finanziarne la catalogazione.

La biblioteca dell'Associazione Italia-URSS, dedicata ad uno dei più illustri Presidenti dell'Associazione, Antonio Banfi, nasce faticosamente nell'immediato dopoguerra (1947) intorno ad un modesto fondo librario, frutto di occasionali donazioni sovietiche. Ma passati questi faticosi esordi, la biblioteca assumerà una tipologia di raccolta specializzata nella cultura e nella scienza sovietica, caratteristica che la renderà punto di riferimento fondamentale per chi in quegli anni volesse raccogliere testimonianze sulla realtà sovietica. Dalla letteratura alle scienze, dalle arti alle scienze sociali, "si è cercato di far sì che lo sviluppo della biblioteca "A. Banfi" potesse seguire di pari passo l'intero sviluppo della società russa e sovietica". Se non è possibile reperire al suo interno reali rarità bibliografiche, la biblioteca comunque vanta le opere complete di grandi scrittori russi, da Puškin a Tolstoj, a Dostoevskij e a molti altri e raccoglie le opere dei principali esponenti del pensiero russo, da Belinskij, a Černyševskij, da Plehanov a Lenin. A quest'ultimo, icona della rivoluzione è stata dedicata una bacheca come esempio di editoria di propaganda. Così come particolare attenzione è stata dedicata alla poderosa raccolta di riviste che rappresentano sicuramente una delle maggiori ricchezze della biblioteca di Italia-URSS: sono in mostra il numero della rivista «Novyj mir» (Mondo nuovo), che nel 1962 ospita, nel periodo del disgelo, il racconto di Aleksandr I. Solženicyn Una giornata di Ivan Denisovič, in cui si squarcia pubblicamente il velo che ricopriva gli orrori della vita nel Gulag o il numero della rivista «Bol'ševik» del 1945 in cui si riporta il discorso di Stalin in occasione della vittoria sulla Germania nella seconda guerra mondiale. Per arricchire la presentazione dell'editoria sovietica viene presentata anche la biblioteca di Tommaso Napolitano, insigne esperto di diritto sovietico, la cui biblioteca conserva interessanti esempi di editoria di epoca staliniana. La sezione è corredata da manifesti originali della rivoluzione d'ottobre e da contenitori verticali, nei quali sono collocate le sovraccoperte dei libri della Biblioteca Italia-URSS, sia russi sia italiani, disposte in modo da fornire al visitatore una visione o cronologica o tematica della grafica editoriale sia russa, sia italiana sulla Russia, in un arco di tempo che va dalla fine degli anni '50 agli anni '80. Un video (richiesto all'archivio RAI) di uno spettacolo di Carmelo Bene che recita poesie dei poeti della Rivoluzione: Majakovskij, Blok, Esenin e Pasternak, scorrerà su un pannello e servirà da corredo audio visivo alla sezione.

La Biblioteca dell'Associazione Italia-URSS è stata acquistata dalla Regione Lazio (1993) e lasciata in deposito permanente alla Regione Lazio, la quale, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha anche provveduto a finanziarne la catalogazione.

Nella parte espositiva finale il visitatore potrà apprezzare alcune fra le raccolte private di libri russi e slavi più importanti del panorama nazionale: le biblioteche di Giovanni Maver (1891-1970) ed Ettore Lo Gatto (1890-1983), fondatori della slavistica in Italia, e del loro allievo Michele Colucci (1937 - 2002), tutti operanti nella città di Roma, la quale mantiene ancora una volta il suo ruolo di luogo di elezione non sono per i russi, ma anche per gli studi sulla Russia e il mondo slavo. L'impegno degli slavisti che operano a Roma sarà così mostrato attraverso le loro pubblicazioni destinate a presentare la cultura russa (si pensi alle riviste Russia e Europa orientale) e i loro legami personali con importanti personalità del mondo culturale slavo: numerose e importanti le dediche presenti sui volumi, dal premio Nobel, Ivan A. Bunin (1870-1953) alla grande poetessa Anna Achmatova (1889-1966), a esponenti della cultura italiana, come Gobetti o Ginsburg. Oltre a questo materiale, una bacheca mostrerà alcuni pezzi particolarmente significativi dell'editoria del futurismo russo, legato al nome del poeta Majakovskij, straordinario imprenditore culturale della nuova Russia post rivoluzione. Saranno anche esposte alcune lettere appartenenti all'archivio sia di Lo Gatto che di Maver, di corrispondenti, come il grande intellettuale russo Viktor B. Sklovskij (1893-1984) e il linguista Jakobson esule in America (1896-1982): una testimonianza, quindi, che la scuola romana di studi di russistica e di slavistica è stata partecipe di un confronto accademico e culturale di livello internazionale. Si segnala ancora la presenza di edizioni importanti del futurismo russo, legate al nome del grande poeta Majakovskij (la prima edizione di Mistero buffo, del Flauto di vertebre) e agli illustratori e artisti, Aleksandr M. Rodčenko (18091-1956) e di El Lissitskij (1890-1941). A corredare tale sezione alcuni quadri di importanti pittori russi della prima metà del '900: Konchalovskij, Grabar' che espressamente dipinsero le loro tele per donarle ai loro amici russisti: Giovanni Maver ed Ettore Lo Gatto. Grazie, quindi, a queste importanti raccolte librarie, viene offerta al visitatore la possibilità di guardare sia alla grande tradizione culturale russa, sia alla coeva esperienza sovietica, sia alla parallela esperienza culturale e politica nata dall' emigrazione russa in Occidente.

Nell'ambito dello spazio espositivo sarà allestita un ideale palcoscenico teatrale con al centro due costumi di Tatjana Pavlova (1896-1975), importante attrice e regista russa, concessi in prestito dalla Biblioteca teatrale del Burcardo.






 
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