Alessio Scarlato, L'immagine di Cristo, le parole del romanzo. Dostoevskij e la filosofia russa, Mimesis, Milano 2006
Il presente lavoro ricostruisce la storia delle principali interpretazioni del romanzo di Dostoevskij proposte dalla cultura russa, in particolare quella filosofico-religiosa, nei decenni a cavallo della Rivoluzione bolscevica. Tali letture propongono risposte conflittuali al confronto tra l’immagine di Cristo, “fragile discrimine tra il bene e il male”, e l’universo caotico e sempre in via di ridefinizione che la modernità esprime. Romanzi come Memorie dal sottosuolo o l’Idiota, i Demoni o i Fratelli Karamazov, rappresentano secondo la filosofia russa il “controcanto” alle diagnosi del nichilismo proposte da Nietzsche e poi da Heidegger. Ma tale spiegazione cristologica del nichilismo nelle interpretazioni più radicali si rovescia in una comprensione nichilistica dell’immagine cristica, fino a leggere anche la deriva totalitaria del progetto rivoluzionario all’interno dell’orizzonte di senso che “quel fragile discrimine” ha istituito. La ricostruzione di questo dibattito offre una ricognizione della filosofia russa religiosa, da Solov’ëv a Bachtin, e permette di delineare al contempo la rifrazione che tale tradizione, attraverso la mediazione di Dostoevskij, ha avuto nella cultura europea.

Alessio Scarlato è dottore di ricerca in Filosofia (Estetica) presso l’Università degli studi di Bologna, e collabora con la cattedra d’Estetica dell’Università “La Sapienza” di Roma. È autore dei volumi La Zona del Sacro. L’estetica cinematografica di Andrej Tarkovskij (Palermo, 2005) e Robert Bresson. La meccanica della grazia (Roma, 2006); ha collaborato all’Enciclopedia del Cinema Treccani (Roma, 2004) e all’antologia L’estetica contemporanea. Il destino delle arti nella tarda modernità (Roma, 2004). Ha inoltre scritto alcuni libretti per opere di musica contemporanea, tra cui Chat Opera (2002), presentata al Teatro Piccolo Paolo Grassi di Milano, e Di Terra (2005), eseguita alla Guildhall School di Londra.







 
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