Nazioni e nazionalità dell’ex URSS
Mercoledì 3 maggio 2006, a Trento, alle 17,30, nella Sala dell’Aurora di Palazzo Trentini (Via Manci 27)
Mercoledì 3 maggio 2006, a Trento, alle 17,30, nella Sala dell’Aurora di Palazzo Trentini (Via Manci 27), il Centro Studi sulla Storia dell’Europa Orientale (CSSEO) organizza l’incontro-dibattito “Nazioni e nazionalità dell’ex URSS”. Intervengono Giovanni Bensi, Aldo Ferrari, Giulia Lami, Fernando Orlandi e Alessandro Vitale. Introduce Massimo Libardi.

In occasione della pubblicazione de Il Caucaso di Aldo Ferrari (Edizioni Lavoro), La questione ucraina fra ‘800 e ‘900 di Giulia Lami (CUEM) e La regione ebraica in Russia di Alessandro Vitale (Giampiero Casagrande Editore)


I cambiamenti intercorsi in Europa orientale e in Unione Sovietica fra il 1989 e il 1991 hanno ridisegnato la carta politica dell’intero continente. Gli stati dell’Europa centro-orientale hanno riconquistato la loro indipendenza e nuovi entità statuali sono comparse laddove si trovava l’URSS.
Il Caucaso, la vasta regione compresa tra il Mar Nero e il Caspio, è stato attraversato da violenti conflitti (soprattutto quelli del Nagorno Karabakh e della Cecenia) ed è divenuto oggetto di rivalità geopolitiche. Per l’Europa il Caucaso è divenuto una frontiera instabile, ma al tempo stesso cruciale per la sua rilevanza strategica ed economica.
La Regione Autonoma Ebraica (con capitale Birobidzhan) è un vasto territorio della Siberia ai confini con la Cina. Parte della Federazione Russa, riconosciuta entita amministrativa nel 1934 da Stalin, divenne terra di insediamento di coloni sovietici.
In Europa l’Ucraina viene a svolgere ruolo di grande rilevanza, sia per le dimensioni del paese che per la collocazione geopolitica, fra l’UE e la Russia. L’Ucraina sta ancora attraversando un difficile periodo di transizione, segnato da grandi difficoltà economiche, sociali e politiche, ma al contempo ha avviato un processo di affermazione nazionale e di riscoperta/rielaborazione del proprio passato, che si è variamente intrecciato al più ampio processo di revisione storico-politica vissuto dal mondo comunista nel suo complesso.

Aldo Ferrari (Università Ca’ Foscari di Venezia) ed è anche responsabile del Programma di Ricerca Caucaso-Asia Centrale dell’Istituto di Studi di Politica Internazionale (ISPI) di Milano. Tra le sue pubblicazioni principali: Alla frontiera dell’impero. Gli armeni in Russia (1801-1917) (Mimesis 2000); La foresta e la steppa. Il mito dell’Eurasia nella cultura russa (Scheiwiller 2003); L’Ararat e la gru. Studi sulla storia e la cultura degli armeni (Mimesis 2003).

Giulia Lami (Università degli Studi di Milano), è specialista di storia della cultura e della storiografia russa ed europeo orientale. Si è in particolare dedicata allo studio del populismo russo, su cui ha pubblicato Un ribelle “legale”. N. K. Michajlovskij (1842-1904) (Unicopli 1990) ed ha seguito fin dagli inizi il dibattito storico-politico che si è aperto in URSS con la crisi del comunismo, pubblicando, oltre a vari saggi, il volume Perestrojka. Il Vecchio e il Nuovo fra gli intellettuali russi (CIRSS 1995). Con Angela Giustino Vitolo è autrice di Storia e Filosofia in N. A. Berdjaev (Angeli 2000).

Alessandro Vitale (Università degli Studi di Milano). Ha insegnato e soggiornato a lungo in Russia, Lituania e Polonia. Collabora con numerose riviste italiane e straniere. Fra le sue pubblicazioni: Nazionalità, nazionalismo e sviluppo politico in Russia e nelle Repubbliche Baltiche (ISPI 1993); I Concetti del Federalismo (Giuffrè 1995, con William H. Stewart e Luigi Marco Bassani); e L’Unificazione impossibile. Una lettura diversa del collasso jugoslavo (Guida 2000).











 
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