Mostra personale VLADIMÍR BOUDNÍK – GRAFICA



Si onora di invitarLa

mercoledí 22 marzo – ore 18

presso l’Istituto Culturale Ceco, via Costabella 28-32 Roma

all’inaugurazione della mostra personale

VLADIMÍR BOUDNÍK – GRAFICA

a cura di Jan Placák

L’Istituto Culturale Ceco a Roma, che organizza ogni mese un ricco programma di eventi culturali interdisciplinari all’insegna della musica, della letteratura e delle arti visive ceca e internazionale, è lieto di invitarLa mercoledì 22 marzo alle ore 18 all’inaugurazione dell’esposizione ” a cura di Jan Plàcak “Vladimìr Boudnìk – Grafica”.
La mostra personale (22 marzo – 14 aprile 2006) raccoglie le opere grafiche più significative del pittore praghese Vladimír Boudník.

Vladimìr Boudnìk (Praga 1924-1968) è considerato uno dei principali esponenti cechi dell’astrattismo e dell’Informale materico e segnico del secondo dopoguerra, insieme ai pittori Mikulaš Medek, Josef Istler e Václav Boštík. Boudnìk ha mantenuto per tutta la vita una visione panteistica e concreta del mondo, nella convinzione che il corpo e la materia rimangano inscindibili dalle energie e dalla forza psichica che pervadono l’universo.

Vladimìr Boudnìk ha iniziato a lavorare negli anni ’40, dedicandosi ad un’intensa attività performativa, che costituisce un diretto precedente delle azioni provocatorie di Beuys, del gruppo Fluxus, di cui ha fatto parte anche l’artista ceco Milan Knížák, molto attivo negli anni ’60 a Praga. Nel corso degli anni ’40 e ’50, Boudník ha preparato più di 200 azioni dimostrative, ha improvvisato lezioni per le strade, al fine di stimolare la gente a ritrovare le radici della visione artistica. Ha mostrato ai passanti a guardare la bellezza delle forme astratte, le macchie ed i cretti che si trovavano lungo le pareti fatiscenti della città. L’ambiente urbano è stato l’universo privilegiato di Boudník, da cui ha attinto materiali ed ispirazione. L’artista, non a caso, lavorava come operaio e amava frequentare le osterie ed i quartieri popolari di Praga, insieme al suo amico scrittore Bohumíl Hrabal.

Vladimír Boudník è noto per avere fondato un nuovo movimento artistico chiamato “Esplosionismo”. Nel Manifesto del 1949 l’autore ha definito la tela esplosionista in questi termini: “Il quadro deve essere una pellicola fimlmica con un numero illimitato di possibilità e di un’esplosione psichica concisa all’interno di una superficie immobile ed esibita in un tempo infinitamente corto”.
Boudník ha concentrato l’attenzione sul processo artistico, piuttosto che sull’opera finita, un’operazione che ha un tempo ben definito, di cui rimangono solo poche tracce sulla carta e sulla tela. L’artista ha seguito un percorso artistico non dissimile all’artista informale Alberto Burri. Negli anni ´50, mentre Burri sperimentava nuovi materiali come sacchi, plastiche e cretti, Boudník ha iniziato a sperimentare materiali insoliti, presi soprattutto dalla fabbrica in cui lavorava: lastre di matrici metalliche su cui apponeva scalfitture, colpi di martello e di scalpello, che bruciava con il gas. Gradualmente l’autore ceco ha combinato la tecnica della litografia con l’utilizzo di un altro metodo sperimentale: all’interno della composizione creata su lastre metalliche ha inserito diversi materiali, come pezzi di stoffa, limature e gruccie di metallo, cordicelle, frammenti di ottone, filo spinato. L’asseblaggio di oggetti riportati su carta richiamavano alla mente impronte, tracce umane, paesaggi mentali e urbani. Ogni disegno è stato composto lentamente e rimane un esemplare unico. A partire dal 1965, l’artista si è dedicato alla preparazione di rilievi prodotti con la torniture di metalli lavorate attraverso con semplici operazioni di campi magnetici.
L’attività di Vladimir Boudnik si è interrotta bruscamente nel 1968, quando si è suicidato, lasciando una ricca produzione grafica e letteraria, caratterizzati da un’inconfondibile coerenza ed integrità interna.

Ufficio Stampa
testo introduttivo a cura di Susanna Horvatovičova

Via Costabella 28-32
00195 ROMA
tel/fax: 06 / 99705158
orario: 9-13, 14-17 dal lunedì al venerdì


 
© eSamizdat 2003-2007, Alessandro Catalano e Simone Guagnelli