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[Dall'incipit
dell'anketa]
L’idea di quest‘anketa (in cui non tutti hanno risposto a
tutte le domande) è nata dalla sorpresa di scoprire l’esistenza
di un numero di dottorati crescente di cui, onestamente, non
avevamo mai sentito parlare. Il cambiamento strutturale che
hanno attraversato i dottorati negli ultimi anni è stato profondo
(a partire dall’età dei vincitori) e, come avviene spesso,
non sempre ci si è resi conto delle implicazioni che una tale
trasformazione comporta. Il passaggio da un modello ormai
rodato (il dottorando è già di fatto uno studioso, che spesso
ha cercato più volte di vincere il concorso e ha all’attivo
una consistente bibliografia) a uno completamente nuovo (alcuni
dottorandi sono giovanissimi e alle prime armi nel campo della
ricerca, altri non hanno la borsa di studio) è tuttora in
corso, ma molti problemi strutturali sono già evidenti. Quest’anketa
non nasce quindi da un’intenzione polemica nei confronti degli
organizzatori o di alcuni dottorati, ma da quella sensazione
di disagio che è facilmente avvertibile da chi prova a stabilire
un contatto con chi inizia oggi a fare un dottorato di ricerca
in slavistica. Tutto sommato anche la decisione di molti di
scegliere la strada della risposta anonima (che naturalmente
rispettiamo e, almeno in certi casi, comprendiamo) non è certo
un buon segnale del clima generale che circonda la fase di
formazione dei futuri ricercatori. Sarà sicuramente interessante,
in futuro, sentire anche l’altra campana, che in ogni caso,
e per la prima volta, potrà valersi, nella pianificazione
delle strategie future, di una raccolta dati piuttosto ampia
sullo stato d’animo di chi oggi un dottorato vuole comunque
farlo. Anche quando è difficile trovare una soluzione, conoscere
l’esistenza di un problema è sempre un buon passo avanti...
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